La stampa 3D salva la vita a un bimbo

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Uno speciale impianto sviluppato dai ricercatori dell’Università del Michigan e stampato in 3D ha permesso di salvare la vita a Kaiba Gionfriddo, un bimbo di sei mesi affetto da una grave forma di tracheobroncomalacia.
A causa di questo difetto, la cartilagine nella trachea è troppo debole e tende a collassare causando il soffocamento nei bambini affetti. Kaiba Gionfriddo è sopravvissuto al primo incidente grazie al soccorso medico tempestivo ma da allora ha ogni giorno ha avuto bisogno di interventi di intubazione endotracheale per aiutarlo a respirare. A causa di una malformazione delle arterie polmonari l’intubazione non era però sufficiente a mantenere la respirazione costante e sufficiente per evitare ulteriori arresti cardiopolmonari.

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Così i medici hanno deciso di affidarsi alla tecnologia messa a punto dal professore associato di otorinolaringoiatria pediatrica della University of Michigan, il Dr. Glenn Green. Dopo aver ottenuto in permesso d’emergenza dalla Food and Drug Administration per impiantare il prototipo su un essere umano per la prima volta, i medici hanno ottenuto una scansione tomografica computerizzata (CT scan) della trachea e dell’area bronchiale di Kaiba e l’hanno usata per creare un modello digitale del tubicino da impiantare su misura per la trachea del bimbo. Attraverso una stampante 3D l’impianto è stato poi creato usando un biopolimero chiamato policaprolactone.

Il 9 febbraio dell’anno scorso l’impianto è stato inserito chirurgicamente e ha immediatamente provveduto a creare un passaggio libero per l’aria verso i bronchi. Inoltre, serve da supporto per la crescita di una cartilagine più resistente mano a mano che Kaiba matura. Di solito questo processo richiede circa 2-3 anni, che equivale esattamente al tempo richiesto perché l’impianto a base di polimeri biocompatibili si dissolva naturalmente. Oggi Kaiba ha 20 mesi e sta benissimo.
«La tracheobroncomalacia è una condizione che mi ha disturbato per molti anni», ha dichiarato il Dr. Green, «ho visto troppi bambini morire per questa malattia e vedere questo strumento funzionare e offrire speranza per tantissimi bambini in futuro mi dà una soddisfazione enorme».

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