L’iPhone del futuro? Di liquidmetal e stampato in 3D

liquidmetalDopo essersi assicurata un brevetto su un nuovo metodo per produrre liquidmetal in quantità industriali, ora Apple ha registrato altri 5 brevetti legati a questa particolare lega di vetro-metallo (vi spieghiamo cos’è in fondo all’articolo) tra cui due che riguardano direttamente i metodi di manifattura additiva e stampa 3D. Come riportano sia 3dprintingindustry.com che 3ders.com, Apple fa direttamente riferimento alla stampa 3D come metodo rapido e meno costoso per la prototipazione, ma anche per la produzione in massa di piccoli componenti (enclosures) in plastica o addirittura per la produzione di oggetti “individualizzati” per i consumatori finali. In pratica la politica di Apple riassume quelli che sono i tre principali vantaggi della stampa 3D e arriva a suggerire che gli iPhone di domani potrebbero essere addirittura realizzati su misura per la mano di ogni singola persona. Questi sono i quattro punti principali elencati da Apple nei suoi brevetti.

“La stampa 3D può essere più rapida e meno costosa dei metodi tradizionali per la prototipazione di componenti”

“La stampa 3D può essere utile nei settori direttamente collegati al design per visualizzare, dimostrare e costruire prototipi meccanici. Può essere utile anche per sviluppare canali per creare stampi”. Apple poi cita anche gli utilizzi delle tecniche di stampa 3D nei campi di medicina, odontoiatria e architettura.

“Una possibile applicazione della stampa 3D è la produzione di contenitori e case per l’elettronica di consumo. Alcuni componenti di elettronica di consumo possono infatti essere di piccole dimensioni, con poco margine di manovra e forme complesse, che possono rendere i metodi “sottrattivi” tradizionali difficili o costosi da implementare”.

“Un’altra applicazione della stampa 3D è nel campo dei beni di consumo individualizzati. Per esempio la stampa 3D può essere usata per creare interfacce individualizzate per ogni corporatura specifica, ad esempio prese e maniglie ergonomiche su misura per la mano di ogni persona”.

Cos’è il liquidmetal?

Il liquidmetal è una nuova lega metallica (composta da Zirconio, Titanio, Rame, Nichelio e Berillio) dalle proprietà incredibili, più elastica, leggera e allo stesso tempo molto più resistente delle più utilizzate leghe a base titanio. Tutto questo è possibile perché il suo processo produttivo si basa sul delicato equilibrio di tutti i suoi componenti al fine di eliminare totalmente impurità come la presenza di ossigeno, azoto, idrogeno o carbone durante la fase di “cristallizzazione”. Per mantenere questo equilibrio gli elementi della lega vengono dissolti in un vuoto contenuto all’interno di un campo magnetico ad alta frequenza: il risultato finale sono dei lingotti di una lega metallica così pura che ha molte delle caratteristiche proprie del vetro.

Il problema era che fino ad oggi la produzione in massa di Liquidmetal non sembrava realizzabile senza investimenti di svariati milioni di dollari per molti anni. Il processo descritto nel brevetto per cui Apple si è aggiudicata i diritti relativi al mercato consumer potrebbe, però, cambiare le carte in tavola. Viene definito “Bulk amorphous alloy sheet forming process” e, secondo quanto dichiarato nel documento dello United States Patent Office, permetterebbe a una fabbrica attiva 24 ore al giorno di produrre 6.000 chilometri di fogli di Liquidmetal larghi 3 metri e spessi tra 0,1 e 25 mm. A proposito, se volete vedere come si presenta il quest’avveniristico materiale nella realtà non dovete aspettare: lo strumento usato per rimuovere la SIM dagli iPhone attuali è infatti composto proprio di liquidmetal.

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