Le novità da Francoforte parte 3: nuove tecnologie

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Non si vive di sola Italia (per fortuna) e non si vive di soli leader di mercato. Molte delle novità più interessanti viste a Euromold sono arrivate da società entrate da meno tempo nel mondo della stampa 3D o comunque meno appariscenti e comunicative. Ecco le più rilevanti

RENISHAW
3L’azienda britannica aveva nel suo stand anche molte frese CNC ma è stata capace di fare il salto all’additivo e sviluppando un sua tecnologia per la stampa dei metalli. Si chiama laser-melting e usa un potente laser a base di fibre di itterbio per fondere le polveri metalliche, seguendo i modelli in CAD e ottenendo strati con spessori da 20 a 100 micron. Per dimostrare il potenziale della sua tecnologia Renishaw ha intrapreso un progetto con Empire Cycles e sta sviluppando il telaio in lega di titanio di una mountain bike in modo da renderlo sempre più leggero, stabilendo di volta in volta nuovi record, senza rinunciare alla resistenza strutturale (attraverso un processo chiamato ottimizzazione topologica)

EXONE
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Le gigantesche macchine industriali di ExOne vantano le aree di stampa tra le più capienti in assoluto per stampare con sabbia e metalli attraverso un processo di sinterizzazione laser. Vedere il movimento della S-Print è a dir poco impressionante e nessuna parola o immagine può rendere l’idea. Quindi guardatevi questo video.

ARBURG
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Poi può capitare a Euromold che alcune delle innovazioni più incredibili arrivino da aziende di cui non avevi mai neanche sentito parlare. Come per esempio Arburg, un’azienda tedesca leader nel campo degli stampi industriali, che ha sviluppato una stampante 3D basata su una tecnologia particolarmente notevole. La sua macchina si chiama Freeformer e per creare i modelli e i prototipi 3D dai file CAD scioglie la plastica – come nei processi di injection molding – e la assembla gocciolina dopo gocciolina. Anche in questo caso per capire meglio la complessità di questo processo è necessario un video ma in questo caso, purtroppo, non posso embeddarlo quindi ecco il link
http://www.arburg.com/en/media-centre/videos/processes/additive-manufacturing/

VOXILIJET
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In fiera c’era naturalmente anche Voxilijet, l’ultima delle grandi aziende di stampa 3D a quotarsi in borsa scatenando anche non poche polemiche sullo status delle ordinazioni effettivamente ricevute. Polemiche finanziarie a parte, però, Voxilijet ha presentato la nuova VX2000, una stampante 3D con un’area di stampa di 2.060 x 1.060 x 1.000 mm cioè praticamente due metri cubi di spazio. Voxilijet offre già anche la gigantesca VX4000 (con otto metri cubi di spazio) ma anche questo modello, che può creare singoli componenti e prototipi di 980 x 980 x 490 mm, è in grado anche di produrre piccole serie di parti end user. La macchina è quella che vedete nella foto: è così grande che quasi non si distingue dallo stand: sembra quasi di poterci entrare dentro.
BLUEPRINTER
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Molto interessante anche la stampante di BluePrinter. La piccola azienda danese ha presentato una stampante che riduce enormemente i costi usando una tecnologia chiamata SHS (Selective Heat Sintering) cioè sinterizza le polveri di termoplastica usando il calore invece dei costosi laser. Per farlo usa una testina identica in tutto e per tutto a quella usata dai registratori di cassa per stampare le ricevute su carta termica. Il tutto con un sistema che permette di recuperare e riutilizzare rapidamente tutte le polveri in eccesso. Stampa a 2-3 mm all’ora quindi è più lenta delle SLS e ha un’area di stampa ancora abbastanza ridotta (160 x 200 x 140 m) a fronte di dimensioni non proprio ridottissime (anche se può stare su una scrivania). Inoltre è monocromatica però i costi di macchina, stampa e materiali sono talmente ridotti che molti ci faranno sicuramente un pensierino quando andrà in commercio nel 2014.

LITHOZ
15Una delle aziende che mi ha colpito di più in assoluto si chiama Lithoz ed è un’azienda austriaca che ha sviluppato un sistema per stampare in 3D con la ceramica raggiungendo risoluzione e complessità a dire poco stupefacenti. Guardate la foto qui sopra, quell’oggettivo lì era grande più o meno come una falange del mio pollice. Per raggiungere questi risultati Lithoz ha sviluppato una tecnologia chiamata LCM, cioè Lithographic-based Ceramic Manufacturing. In pratica utilizza resine fotoreattive (fotopolimeri) per creare attraverso un processo di stereofotografia delle capsule in cui si ineriscono le particelle di ceramica. A questo punto il componente in ceramica deve essere estratto e finalizzato attraverso un processo di sinterizzazione che gli conferisce la sua forza strutturale definitiva. La stampante 3D che è in grado di mettere in pratica questo processo si chiama CeraFab 7500 e il materiale in ceramica, sempre prodotto da Lithoz, è il LithaLox HP 500.

ENVISIONTECH, ARTEC, MATERIALISE E SPACE MOUSE
Non hanno presentato novità particolarmente eclatanti ma alcune aziende semplicemente non si possono non citare. Envisiontech è tra i più attivi produttori di stampanti 3D e lavora con aziende nel mondo dello spettacolo, dei gioielli e persino dei beni di largo consumo. Arte fa semplicemente i migliori scanner 3D al mondo, mentre Materialise è tra i più grande fornitori di servizi di stampa 3D oltre che tra le aziende meglio posizionate per raggiungere il pubblico allargato nei prossimi anni attraverso il suo sito iMaterialise. Infine ho finalmente potuto provare lo Space Mouse, un mouse 3D davvero preciso, usato per i software di grafica. Sono anche riuscito a provare il tablet tridimensionale Z-Space: assolutamente incredibile muovere e vedere oggetti virtuali in perfetto 3D, anche se era impossibile scattargli delle foto o girare dei video che rendessero l’idea. Ecco un’ultima carrellata di foto.

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