Un biopenna per “riscrivere” le ossa

142782-13Doodler e altri sistemi simili ci hanno introdotto alla “scrittura 3D”. Allo stesso tempo gli scienziati di tutto il mondo, con la società Organovo a fare da apristrada, stanno cercando di sviluppare delle vere “biostampanti”, in grado di stampare tessuti vivi e capillarizzati (per creare organi come pelle, fegato, reni). Ora queste due strade si sono unite in un progetto dell’Università di Wollongong (UOW), in Australia. I ricercatori dell’Australian Research Council Centre of Excellence for Electromaterials Science (ACES) hanno sviluppato BioPen, una “biopenna” che permetterà di “scrivere” parti di ossa e cartilagine usando cellule vive e fattori di crescita direttamente sulle parti danneggiate, accelerando la rigenerazione dei tessuti e la guarigione.

La biopenna funziona in modo simile alle più classiche stampanti 3D che usano plastica fusa rilasciando il materiale cellulare all’interno di un biopolimero come l’alginato (un estratto d’alghe), protetto da uno strato di gel. I due strati si mescolano nell’estrusore della biopenna (la punta) e possono essere applicati ove necessario con grande precisione dai chirurghi.

142782-3Come nelle stampanti 3D stereolitografiche (DLP) un fonte di luce ultravioletta serve per solidificare il materiale cellulare, permettendo così di ricostruire ossa e cartilagini strato per strato. Una volta che le cellule vengono “scritte” nel punto desiderato possono svilupparsi come cellule nervose, muscolari od ossee e moltiplicarsi, anche grazie alla presenza di fattori di crescita. I suoi possibili utilizzi – tra cui la cura di gravi rotture ossee come potrebbero verificarsi in incidenti motociclistici – verranno studiati ulteriormente all’Aikenhead Centre for Medical Discovery.

“La combinazione della scienza dei materiali e delle tecniche di fabbricazione di nuova generazione sta creando opportunità che possono essere esplorate solo attraverso collaborazioni come queste”, ha detto il direttore dell’ACES, Prof. Gordon Wallace. “Inoltre i progressi compiuti nel campo della stampa 3D ci stanno permettendo di implementare innovazioni a livello di hardware sempre più rapidamente”.

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