I Buddha afgani salvati dalla stampa 3D?

Buddhas_of_Bamiyan_in_19_century

Una delle cose più orribili che i talebani abbiano fatto prima della guerra in Afganistan è stato distruggere i due Buddha giganti del VI secolo nella Valle di Bamiyan, Afganistan Centrale, perché in contrasto con le dottrine religiose integraliste islamiche. Non voglio certo dire che uccidere innocenti e maltrattare le donne non sia altrettanto, se non più grave, ma solo che quella dei Buddha è stata una cosa davvero brutta.

Inoltre, visto che l’incidente è stato uno dei tanti che hanno preceduto l’attacco alle Torri Gemelle e visto che non siamo neanche poi così sicuri che non siano stati proprio gli americani a buttare giù i due grattacieli, non siamo neanche certi che siano stati davvero i talebani. Sta di fatto che non è giusto distruggere testimonianze così importanti delle culture passate. Altrimenti poi dovremmo buttare giù anche un sacco di splendide chiese costruite durante il periodo dell’inquisizione.

Ora però la stampa 3D ha la possibilità di farsi riconoscere ancora una volta come il rimedio universale ai mali del mondo. Un team di esperti da Italia, Francia, Giappone, Germania e Afganistan sta infatti utilizzando le tecnologie di scansione e il software Geomagic di 3D Systems per riprodurre alla perfezione le due gigantesche statue (una di 35 e una 53 metri) e ristamparle in 3D (interni ed esterni) partendo da un modello in getto stampato con una Projet della linea x60.

right_side_littlebuddhaIl progetto è rientra nelle attività dell’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) e di ICOMOS (International Council on Monuments and Sites), con il supporto operativo dello studio di architettura di Sekandar Ozod-Seradj, un ingegnere nato in Afganistan che lavora per la sezione tedesca di ICOMOS. Ci vorrranno molti anni e le tecnologie dovranno progredire ancora molto ma come disse il Buddha “una brocca si riempie goccia a goccia” e forse un giorno potremo di nuovo vedere i Buddha al loro posto e chissà, se il mondo sarà davvero stato salvato dalla stampa 3D, potremo anche andare a visitare un Afganistan pacifico e vederli di persona.

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