Non pensate a una bolla nel settore della stampa 3D

bubblesLa domanda da un miliardo (1000 miliardi?) di dollari oggi è: c’è una bolla finanziaria nell’industria della stampa 3D? Questa è la domanda che ha fatto oscillare vertiginosamente il valore dei pure-player della stampa 3D nel corso degli ultimi mesi. Una cosa è certa: gli analisti finanziari e gli investitori, come mai prima d’ora, sono stati estremamente guardinghi riguardo all’eventualità che intorno all’industria delle stampa 3D si stia formando una bolla speculativa azionaria. Paradossalmente sembra che abbiano deciso di diventare molto cauti proprio con l’unica industria che ha sempre dimostrato di essere solida e persino di poter portare benefici al mondo intero.

Forse alcuni investitori stanno ancora recuperando dopo le sberle della bolla di Internet, della bolla dei derivati ​​o bolla dei mutui subprime ma indovinate un po ? Quelli erano già di per loro dei settori incredibilmente incerti. Società puntocom senza modelli di business, debiti ad alto rischio trasformati in beni, mutui per pagare case a persone che non avevano un soldo su cui accumulare ulteriori debiti…

Nel mondo della stampa 3D gran parte dell’incertezza deriva da una mancanza di comprensione di ciò che la stampa 3D può effettivamente offrire. Anche chi ha già adottato la stampa 3D non è ancora del tutto certo di quelle che sono le sue reali potenzialità, sa solo che sono enormi e che tutti i suoi competitor la stanno già utilizzando o lo faranno a breve. Questa mancanza di comprensione è particolarmente evidente tra i giornalisti generalisti e anche tra quelli finanziari, tra gli operatori finanziari e gli investitori che non sono direttamente coinvolti con l’industria. Persino in America , dove la tecnologia – e gli aspetti finanziari delle società tecnologiche – riceve grande attenzione e copertura mediatica, sembra che i media generalisti ed economici non sappiano esattamente come funzioni la stampa 3D industriale.

bubbletroubleIn Italia meno che meno. Siamo seduti su una miniera d’oro da quasi 30 anni e nessuno lo sapeva. Le nostre aziende sono i maggiori utilizzatori di stampa 3D dopo la Germania e gli USA (che ci hanno superato da poco) e nessuno lo sapeva. Come sempre siamo i primi, i migliori, inventiamo tutto noi e poi i soldi li fanno gli altri per la miopia di chi invece dovrebbe vedere tutto e strillare al mondo intero quando siamo bravi. Colombo scopre l’America per gli spagnoli, Volta inventa la lampadina, Meucci il telefono e poi chi diventa famoso sono Edison e Bell. Riusciamo farci ricordare solo per il fascismo e il berluscononismo, cose di cui nessun altro vorrebbe la parternità. Sulla stampa 3D potevamo essere i primi, il fenomeno poteva esplodere in Italia ed essere esportato in tutto il mondo: Shapeways, iMaterlialise, Sculpteo, Makerbot: potevano essere creazioni italiane se le nostre aziende – non che siano interamente esenti da colpe – avessero ricevuto prima il supporto da chi doveva darglielo: il governo, le amministrazioni. E i giornalisti.

Però qui stiamo parlando delle mancanze dei giornalisti americani. Perché così bisogna fare. Anche in Italia dobbiamo interessarci di cosa succede nel mondo e giudicare gli altri così come loro giudicano sempre noi, senza i soliti complessi di inferiorità. Nella stampa 3D non siamo inferiori a nessuno. E quello che sta succedendo in America, dove la maggior parte delle aziende di stampa 3D – include molte tedesche – sono quotate, ogni volta che un’azienda fa un annuncio diverso da come hanno superato tutte le previsioni di profitto, le azioni crashano. Ma non raggiungere le previsioni di profitti succede anche a imprese sane. Non si può sempre superare i forecast, soprattutto in un momento in cui l’economia globale è così incerta.

3D Systems fa profitti ma non raggiunge il forecast? Le azioni crollano del 15%. Non solo quelle di 3D Systems ma anche quelle di tutti gli altri pure-player della stampa 3D. In realtà l’intero mercato azionario globale sta attraversando un periodo difficile e le aziende di stampa 3D, tutto sommato, se la passano ancora piuttosto bene considerando che la maggior parte di loro ha un valore di mercato che è di circa 10 volte il fatturato annuo . Questo, tuttavia, è tutta una questione di prospettive di crescita. Credete che l’ industria della stampa 3D crescerà ? La maggior parte delle persone, e anche la maggior parte degli analisti, pensano di sì. Del 25-30 % all’anno per i prossimi anni.

Voxeljet-bubbleLa scarsa comprensione da parte dei media è risultata particolarmente evidente in questa video intervista di Bloomberg al CFO di Voxeljet Rudolf Franz, opportunamente intitolato “C’è una bolla nel settore della stampa 3D?” (qualcuno ha mai sentito parlare del libro “Non pensare a un elefante, di George Lakoff ?). Cory Johnson di Bloomberg interroga il signor Franz circa la vendita di due macchine da parte di Voxeljet attraverso un finanziamento. Quando questa notizia era emersa nel mese di dicembre, circa in concomitanza di Euromold , le azioni di Voxeljet, che si era da poco quotata, si sono prese una bella stampata. Se questa dei finanziamenti sia una strategia vincente o meno, non è qualcosa che posso commentare. Quello che mi ha sorpreso, però , è stata la reazione di Johnson quando Voxeljet gli ha detto che hanno venduto “solo” 55 macchine fino ad oggi.
A quanto pare a Bloomberg si aspettavano di 55 macchine per trimestre. Questo non vuole essere una critica al il signor Johnson o a Bloomberg: l’intervista è davvero interessante e non è possibile per loro di essere pienamente a conoscenza di tutte le dinamiche in tutte le industrie che coprono. In generale, però, quello che molte persone non capiscono è che la vendita di una stampante 3D Voxeljet equivale fondamentalmente a fondamentalmente a vendere una fabbrica. Esistono delle aziende che vendono 55 fabbriche per trimestre? Difficile.

Forse un giorno lo faranno i produttori di stampanti 3D ma quel giorno è ancora molto lontano. La curva di crescita per l’industria della stampa 3D non sarà molto ripida ma sarà molto lunga. Il mio consiglio, per chi ha comprato le azione, è: relax, puntate sul lungo periodo e tutto questo parlare di una bolla va bene: significa che gli investitori sono attenti e vogliono evitare di rovinare un settore sano creandogli artificialmente intorno una vera, enorme, bolla finanziaria. Forse la stampa 3D sta facendo diventare anche Wall Street un po ‘più attenta. Quello sì che sarebbe un miracolo.

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