Il Grande , il Piccolo e la Bestia conquistano New York

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Quasi come uno di quei film di mostri, o uno spaghetti western di Sergio Leone, alcune nuove stampanti 3D si sono affrontate in un duello a viso aperto al primo 3D Printshow di New York City. Tra loro c’erano la più grande stampante FMD mai costruita, la più piccola (e al prezzo più accessibile) e la più tosta (insieme alla nuova Creatr XL di Leapfrog) .

BigRep One

IL GRANDE
La più difficile da non notare era la BigRep One di Big Rep, il Godzilla dell’FDM. Con un volume di stampa senza precedenti, pari a 1147x1000x1188 mm (1,3 metri cubi), e un prezzo $ 39.000, la BigRep One vuole essere uno strumento per professionisti e creatori in cerca di un sistema in grado di produrre oggetti di grandi dimensioni (quella che BigRep definisce Full Scale, intesa come “non-protitpi). Il prezzo della macchin, infatti, è molto ( molto) più basso rispetto a qualsiasi altra stampante 3D industriale con un volume di dimensioni paragonabili. Questo non significa necessariamente sacrificare la risoluzione , con una prestazione massima di 100 micron (fino a 1 mm alla velocità più elevate). Tutti i materiali FDM più comuni sono supportati, tra cui anche Nylon e TPE, insieme a Laywood e Laybrick . Ciò significa che se state cercando di costruire un mobiletto in simil-legno dalle geometrie altamente intricate – o un componente per la casa in simil-mattone – potrete farlo non appena la BigRep One arriverà sul mercato il prossimo , aprile o maggio.
Non pensate, però, di portarverla in giro: anche se più leggera rispetto alla maggior parte delle stampanti 3D industriali, la BigRep One pesa ben 200 kg Un’ultima cosa da considerare è che per 39.000 non si ottiene solo una stampante 3D ma anche una fresa CNC .

Micro 3DUna stampante 3D che sicuramente catturerà l’attenzione di molti nei mesi a venire è la Micro3D di M3D . Il “Piccolo”, si schiera esattamente nell’estremo opposta dello spettro delle stampanti FDM: è una delle macchine più piccola mai costruita, pesa meno di 1 kg, e sta per essere di gran lunga (se la campagna Kickstarter manterrà le sue promesse) la più conveniente, con un prezzo di appena 299 dollari che, con l’aggiunta di un sconto di 100 dollari per i primi sostenitori su Kickstarter (la campagna di raccolta fondi inizia a marzo 2014), la porta a un incredibile 199 dollari. Un tale prezzo potrebbe essere la spinta definitiva per aprire le porte alla stampa 3D consumer, specialmente considerando che la Micro 3D sembra davvero bella, è disponibile 5 colori diversi (come un iPod ) e starebbe bene su qualsiasi scrivania – un particolare importante, soprattutto se non la si utilizza (che è ciò che maggior parte dei consumatori di massa fanno, o meglio, non fanno) .
Con un volume di stampa di 109x113x116, circa un millesimo della BigRep One, la Micro 3D raggiunge una precisione di 50-350 micron. L’intera macchina misura solo 183 millimetri cubici e la tecnologia al suo interno include una Micro Motion Sensor per “intelligent positionng feedback”, per maggiore precisione, e un “Aeropspace Grade Ceramic Heating System” per il riscaldamento rapido dell’estrusore. I componenti sono in fibra di carbonio nero e la rendono più robusta e leggera ma anche pi esteticamente accattivante, così come il vano per il filament sotto il piano di stampa apribile. Riuscirà a M3D a offrire davvero tutto questo per 199 dollari? Chi kickstarterà vedrà.

RobobeastUna stampante 3D che chiaramente non si preoccupa dell’aspetto ma punta tutto sull’efficienza è Robobeast, la più tosta delle tre. Il suo creatore è auto si autodescrive come “un sud africano con un’idea”: si chiama Richard van As, ed è il fondatore del progetto Robohand, che vuole fornire protesi funzionali a basso costo nelle zone dell’Africa devastate dalle guerre e dalla povertà. Richard e la moglie Beth, con l’aiuto dalla comunità open source e in particolare del gruppo sud africano House4Hack, hanno sviluppato il prototipo della macchina in soli due mesi e mezzo, trascinati dall’obiettivo di costruire una stampante 3D alimentata a energia solare e in grado di funzionare in aree remote senza bisogno di un computer. Ciò che le Robobeast sono già in grado di fare (oltre a stampare le Robohand direttamente da una scheda SD), e ciò a cui devono il loro nome “bestiale” è sopportare spinte e scossoni durante la stampa, e persino stampare a un angolo di 45°.  Questa passione che lo guida vaccomuna van As a molti altri innovatori nel campo delle stampanti 3D non industriali. Il pieno utilizzo scala della stampa 3D su larga scala è ancora lontano qualche anno ma questo tipo di passione assicura nel frattempo i 3D Printshow faranno da cornice a idee sempre più affascinanti e ambiziose. Per il prossimo appuntamento si torna in Europa, a Londra e Parigi nel 2014.

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