MakerBot, Thingiverse e OpenSCAD vogliono cambiare ogni cosa

bre_pettis_makerbot_3In Italia molti ancora non lo conoscono ma nel mondo della stampa 3D Bre Pettis non ha bisogno di presentazioni perché, in un certo senso, il fondatore di MakerBot, oggi il principale produttore di stampanti 3D consumer, rappresenta una parte molto importante di ciò che la moderna industria della stampa 3D vuole diventare e sta diventando. MakerBot, infatti, è diventata la più importante scommessa finanziaria per Stratasys: il secondo produttore di stampante 3D industriali al mondo ha puntato 400.000.000 di dollari su Pettis e sulla sua visione di come le stampanti 3D MakerBot stanno per cambiare il volto della produzione personale e il modo in cui il mondo intero “pensa alle cose”.  Abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo durante la Design Week di Milano, dove è venuto a vedere come la stampa 3D sta cambiando il mondo del design. Armato solo del suo zainetto pieno di gadget MakerBot, è passato a trovarci durante Synthesis e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di chiedergli dei suoi piani per il futuro prossimo di MakerBot e, soprattutto di Thingiverse, che sta rapidamente trasformandosi in un social network delle cose da svariati milioni di utenti mensili.

Come stanno andando i lanci delle nuove MakerBot?
Abbiamo appena lanciato la nostra Replicator di quinta generazione per il settore prosumer, ma questa volta ci stiamo concentrando più anche sui consumatori, con la Replicator Mini, e stiamo cercando di rivolgerci al lato industriale di fascia alta con la Z18. I professionisti del design apprezzeranno la nuova Replicator, una macchina che può stare facilmente su una scrivania, mentre i consumatori apprezzeranno la possibilità di portare in giro la Mini con relativa facilità. La Z18 offre funzionalità importanti ad un prezzo accessibile per cui penso che il dado sia decisamente tratto.

makerbotMakerBot ha appena firmato un nuovo contratto con il suo primo distributore ufficiale in Italia, Energy Group. Cosa cambierà? Avere un rivenditore diretto ufficiale significa che ora ci sarà qualcuno che aiuterà sia noi che i nostri clienti a livello locale. Per una società americana a volte è difficile fare affari all’estero: molti ordinano un prodotto online ma non sono pienamente consapevoli dei dazi all’importazione che influenzano il prezzo finale. Avere un distributore ufficiale sul territorio ci permetterà di snellire l’intero processo e darci sostegno in termini di assistenza clienti e supporto tecnico.

Si può dire che ormai rappresenti il consumer business di Stratasys?
Sì, in un certo senso è corretto ed è anche un piuttosto ironico: abbiamo fondato MakerBot nel 2007 proprio perché non potevamo permetterci le stampanti 3D Stratasys, e ora siamo parte della famiglia.

MakerBot esplorerà mai altre tecnologie di stampa 3D oltre all’FDM?
Tecnologie come la stereolitografia e la sinterizzazione laser hanno senso da un punto di vista industriale, ma il nostro obiettivo è di produrre macchine che i consumatori possano utilizzare nel loro salotto, che possono essere messe su una scrivania e che non non rilasciano odori o utilizzano sostanze chimiche. L’SLA è una tecnologia incredibile e l’XFab di DWS è una macchina decisamente entusiasmante, ma noi vogliamo concentrarci su macchine che siano accessibili anche ai bambini. Presto ci saranno tantissime diverse stampanti 3D sul mercato e c’è spazio per tutti. Quello che mi piace è vedere persone e aziende inventare cose nuove, non solo imitare.

bre_pettis_makerbot_1Passiamo a Thingiverse: può davvero essere considerato l’universo delle cose mondiale? Come pensate di riuscire a organizzare la sempre più vasta mole di contenuti?
Sicuramente c’è qualche problema che dobbiamo risolvere per renderlo davvero universalmente accessibile. Abbiamo fondato Thingiverse come un luogo dove le persone potessero condividere i propri progetti di oggetti digitali. Ai tempi era già possibile scaricare scaricare musica, serie TV, libri … e volevamo che le persone potessero scaricare le cose. All’inizio erano tutti progetti di taglio laser  e tutti coloro che partecipavano era incredibilmente creativi. Ora è diverso: abbiamo milioni di visitatori ogni mese e decine di migliaia di oggetti caricati quindi molto è cambiato negli ultimi  tempi.

Ad esempio, poco fa abbiamo avuto il primo mese in cui ci sono stati più oggetti raccolti che creati. Quindi più persone si sono  dedicate a organizzare le cose , piuttosto che a creare cose nuove. Gli utenti stanno contribuendo ad organizzare il database del sito e questo è uno sviluppo positivo molto importante.

Una delle maggiori sfide che – devo ammettere – sto iniziando a perdere è di guardare ogni singolo nuovo oggetto che viene caricato. Fino a un anno fa riuscivo a vedere ogni nuova cosa caricata su Thingiverse e ci mettevo dai 20 ai 40 minuti. Ora però ci sono così tante cose che semplicemente non ho più abbastanza tempo per guardarle tutte.

Così abbiamo implementato alcuni algoritmi che consentono agli oggetti più interessanti di mettersi in evidenza ma è un po’ come Twitter: al principio si poteva sentire tutto quello che la gente diceva, ora bisogna selezionare accuratamente chi si segue.

bre_pettis_makerbot_2Quindi avete intenzione di sviluppare ulteriormente l’aspetto “social” di Thingiverse? Dobbiamo. Altrimenti non sarà più possibile trovare gli oggetti davvero entusiasmanti. Dobbiamo aiutarci a vicenda a trovare i migliori oggetti da stampare o sarà come bere direttamente dal tubo… La sfida più grande è di fare in modo che ognuno possa trovare le cose che gli interessano. Vogliamo implementare funzionalità che permetteranno agli utenti di seguire i designer che più gli interessano e fare in modo che visualizzare le loro creazioni automaticamente nella propria pagina. Nuove funzionalità dovranno facilitare incentivare il dialogo e la condivisione: si tratta di sfide importanti che siamo felicissimi di poter affrontare

Quante persone lavorano su Thingiverse?
I web developer sono in grado di fare cose incredibili, ma trovarne di davvero bravi non è facile. In questo momento il team è composto da alcune decine di persone. Tutti lavorano su tutto, collaborando sul design, sulle App e sull’interattività. Tutti sono power user di Thingiverse così quando lanciamo qualcosa di nuovo cerchiamo davvero di fare ciò che interessa davvero agli utenti più affezionati.

Vorrei allargare il team di sviluppo ma con Thingiverse è difficile perché non è una fonte di entrate: ciò che otteniamo dal nostro lavoro è moltissimo entusiasmo, perché ci sono letteralmente tonnellate di oggetti che vengono scaricati ogni minuto. Per noi si tratta di un lavoro di puro amore.

ThingiverseIl che ci porta alla domanda più pesante… C’è un’etica di ciò che può essere caricato o volete solo dare a tutti la massima libertà possibile?
Il nostro primo obiettivo è che Thingiverse a sopravviva così, fin dal primo giorno, abbiamo seguito le direttive DMA. Lavoriamo come YouTube: se qualcuno si lamenta togliamo l’oggetto in questione. C’è una procedura molto specifica in base alla quale occorre formulare le richieste e rimuoviamo gli oggetti solo se viene seguita esattamente la corretta a forma giuridica. A questo punto la persona che ha caricato l’oggetto può fare lo stesso per rivendicare la proprietà e chiedere che venga ri-pubblicato. Quindi dobbiamo rimetterlo online e, a questo punto, qualsiasi ulteriore richiesta deve passare attraverso un tribunale. Si tratta di un procedimento standard.

Cosa ne pensi di OpenSCAD come un software di modellazione 3D ?
Il “papà” di OpenSCAD è Marius Kintel, uno scandinavo che ha vissuto in Austria e ora è a Toronto. Lui è una delle persone più intelligenti al mondo ed è una persona meravigliosa. Quando ha intrapreso il progetto OpenSCAD ha riscritto ogni singola riga di codice per ottimizzarlo e noi l’abbiamo usato anche come base per Thingiverse. Siamo grandi amici: mi ha persino aiutato a costruire la mia prima stampante 3D. Ora, come MakerBot stiamo sostenendo lo sviluppo di OpenSCAD: per programmatori e web developer è lo strumento di modellazione 3D ideale e permette di aggiungere tantissime opzioni di personalizzazione ai modelli 3D, permettendo davvero a chiunque di modellare e modificare gli oggetti rendendoli propri. Credo che quella tra noi e OpenSCAD sia un’amicizia destinata a durare molto a lungo”.

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