Mattel, Disney, Hasbro e Lego si giocano tutto sulla stampa 3D

I costi delle stampanti 3D sono scesi al punto che ora possono essere utilizzate anche per la produzione di oggetti più semplici: dopo protesi dentali, gioielli e opere di design, il prossimo settore che vedrà l’implementazione di massa della stampa 3D sarà il mondo del giocattolo e tutti i più grandi produttori al mondo stanno prestando molta attenzione agli sviluppi della stampa 3D, vista allo stesso tempo come la più grande opportunità e la più grande minaccia di tutti i tempi per il proprio core business.

I GIOCATTOLI DEL FUTURO
I segnali ci sono già tutti. Molti dei più importanti produttori come Disney, Hasbro e Mattel, usano già da tempo le stampanti 3D industriali per realizzare i prototipi dei nuovi giochi. Il mese scorso, Hasbro ha stretto un accordo globale con 3D Systems, il primo e il più grande produttore di stampanti 3D al mondo, per implementare le possibilità offerte da queste tecnologie nei giochi e giocattoli del futuro.

robottini_stampati_3DQuali siano realmente queste possibilità non è ancora chiarissimo. La stampa 3D permette di realizzare oggetti unici, su misura e con forme che sarebbero impossibili per gli stampi a iniezione. Inoltre, mano a mano che le stampanti 3D a basso costo cominceranno a diffondersi nelle case, sarà possibile vendere i modelli digitali dei giocattoli direttamente online.

Questo momento, però, è ancora molto lontano (si parla del 2025). Prima di allora (e forse anche dopo) i punti vendita fisici vivranno un revival. Con la stampa 3D si riporteranno nel mondo “reale” gli oggetti digitali, un trend che, d’altra parte, si sta già verificando in videogame come Spyro Skylanders. I negozi potranno offrire ai loro clienti la possibilità di creare giocattoli personalizzati nel punto vendita, oppure di ritirare in negozio i giocattoli che avranno creato al computer.

Le stampanti 3D più basilari sono loro stesse sono dei giocattoli. Una volta che un bambino inizia a usare una stampante 3D, non smette più. Quando i bambini di oggi saranno adulti, la stampa 3D sarà una parte integrante delle loro vite, personali e professionali.

3dsystems_dollhouseFABBRICHE CASALINGHE
Questa rivoluzione partirà dalle basi e, per capire come si svilupperà, bisogna conoscere le macchine che la renderanno possibile. La stampa 3D riunisce in sé decine di diverse tecnologie ma le più rilevanti per i consumatori sono la stereolitografia  la modellazione di termoplastiche fuse. La stereolitografia è il primo processo di stampa 3D. Lo ha inventato nel 1986 il “papà” della stampa 3D, Chuck Hull, che poi ha fondato la 3D Systems. Si basa su resine liquide che si solidificano al contatto con raggi di luce laser (SLA) o ultravioletta e ottica (DLP). da Stratasys, il secondo produttore al mondo di stampanti 3D. Il brevetto è scaduto circa tre anni fa e da allora decine di piccole aziende si sono dedicate a creare stampanti 3D a prezzi sempre più ridotti, fino al punto che oggi è possibile acquistarne una per meno di 1.000 euro e si parla già di macchine da 200 euro all’orizzonte. Queste però sono generalmente macchine da montare, o comunque non facili da utilizzare, e sono destinate a un pubblico di esperti e appassionati: i cosiddetti “Maker”.

makie_dollsTutte si basano sul medesimo funzionamento che, assomiglia vagamente a quello di una stampante a inchiostro. Un “estrusore” scioglie un filo di plastica (che può essere chimica, ABS, oppure biodegradabile, PLA) e, seguendo le istruzioni digitali, inizia a disegnare uno strato dell’oggetto. Finito il primo strato passa al secondo e così via fino al prodotto finito. Non è un processo rapido: costruire un gadget di plastica alto pochi centimetri può richiedere alcune ore. Non è nemmeno a basso costo visto che un Kg di ABS o PLA va dai 40 agli 80 euro. Però la soddisfazione di vedere un oggetto prendere forma davanti ai propri occhi per molti giustifica l’attesa e il prezzo.

L’MP3 DEGLI OGGETTI
Le due aziende principali del settore, 3D Systems e Stratasys, hanno usato le proprie versioni della tecnologia FFF per creare diverse stampanti 3D marketizzate e vendute (per ora principalmente negli USA e in Nord Europa) come giocattoli oppure come strumenti per creare giocattoli personalizzati. 3D Systems ha creato la linea Cube, che oggi include diversi modelli e presto vedrà l’uscita di una nuova generazione di macchine in grado di stampare in 3D anche in multicolore, con la ceramica e persino con lo zucchero. Stratasys ha acquistato MakerBot, che è il principale produttore di stampanti 3D consumer al mondo. Le stampanti di Makerbot sul mercato oggi si chiamano Replicator (2 e 2X) ma nel 2014 arriveranno anche tre nuovi modelli.

personaggi_star_trek_3DVisto che realizzare oggetti in 3D non è facile per chi non ha dimestichezza con il software CAD, le due aziende hanno capito che per vendere le macchine dovevano prima di tutto creare dei negozi online (come Apple con iTunes per l’iPod e l’App Store per l’iPhone) da cui scaricare i file digitali degli oggetti da stampare. Così hanno creato i network Thingiverse e Cubify. Lì è possibile trovare, scaricare e vendere i modelli digitali stampabili di decine di migliaia di oggetti, tra cui molti giocattoli originali.

Anche questo processo, oggi, non è semplicissimo ma con un po’ di pratica non è impossibile. Basta scaricare il file dell’oggetto in formato .stl, che è un po’ come l’mp3 degli oggetti e indica un tipo di file leggibile dalle stampanti 3D. Il file deve essere visualizzato e modificato in un programma come Meshmixer di Autodesk o l’italianissimo Meshlab (gratuiti entrambi) e poi trasferito al software della stampante 3D per prepararlo alla stampa. Ci sono diversi parametri da rispettare: un oggetto deve essere sufficientemente stabile e le sue parti abbastanza resistenti per non collassare. Inoltre l’oggetto deve essere cavo per risparmiare  tempo e materiale. Tutto questo deve essere regolato dal software.

A IMMAGINE E SOMIGLIANZA
«In occasione della fiera di Norimberga abbiamo ipotizzato due scenari per il 2020», ci racconta Giuseppe Papa, responsabile customer marketing di Mattel, “uno in cui i negozi offrono qualsiasi giocattolo da stampare in loco e uno, più a lungo termine, in cui i giocattoli vengono venduti digitalmente e stampati a casa. Quello che stiamo iniziando a capire è che, anche se manca ancora qualche anno, non stiamo parlando di un futuro remoto”.
egotripUno dei primi servizi di giocattoli stampati in 3D è stato Makie Dolls, un sito e App che permette di creare la propria bambola, come in un videogioco, per poi farla stampare in 3D e inviare a casa. Una Makie Doll costa quasi 100 euro ma è un pezzo unico: a Londra hanno offerto il servizio nella sezione giocattoli dei magazzini Selfridges, riscuotendo un grande successo.

hot_wheels_3D_2Uno dei desideri di molti bambini (e adulti) è avere un action-figure a propria immagine e somiglianza, un “selfie” in 3D. Oggi con la stampa 3D è possibile e diversi negozi (e persino alcuni supermercati) in Giappone, America, Inghilterra e Olanda offrono questo servizio per attirare i clienti. Realizzano un modello digitale con un apposito “scanner 3D” e poi stampano in 3D un clone in miniatura, in plastica monocolore o anche in gesso, a colori. Questo servizio, online o offline, permette anche molte varianti: servizi come White Clouds e 3DMe (di 3D Systems) hanno intere sezioni dedicate ai giocattoli stampati in 3D e alla possibilità di avere la propria faccia su action figure di sportivi, astronauti, pompieri ed altri personaggi. Immaginate cosa si potrebbe fare con i calciatori in Italia!

Anche 3D Systems punta sui giocattoli stampati in 3D: tra i tanti servizi che offre che offre c’è MyRobotNation, un sito in cui si possono creare e personalizzare dei robottini da stampare in 3D, oppure “Digital Dollhouse”, una casa delle bambole da arredare con oggetti e mobili creati al computer. La società FabZat, invece, offre ai publisher di videogiochi di inserire uno shop virtuale per acquistare i personaggi stampati in 3D: i grandi publisher di videogiochi non hanno ancora annunciato progetti ma immaginate quanti vorrebbero una versione reale dei loro personaggi in FIFA, The Sims o World of WarCraft.

printedoptics-lightpipes-disney-3DDIRITTO D’IMMAGINARE?
La paura più grande, per le aziende nel mondo del giocattolo, è legata alle proprietà intellettuali. Lego ce lo ha detto chiaramente: “Siamo felici quando gli appassionati di stampa 3D creano oggetti che si ispirano ai nostri prodotti ma se dovessimo verificare violazioni di copyright per fini commerciali useremo tutti i mezzi in nostro possesso per tutelare noi e le nostre proprietà intellettuali”. Oggi le leggi sono piuttosto vaghe: un primo caso si era verificato qualche mese fa, quando il publisher di videogiochi Square Enix ha chiesto la rimozione di alcune versioni stampate in 3D di action figure ispirate ai suoi personaggi da Shapeways uno dei più grandi marketplace online di oggetti stampati. Per evitare complicazioni i prodotti sono stati rimossi ma non è chiaro cosa sarebbe avvenuto se il caso fosse andato davanti a un tribunale. Cosa determina quando un oggetto è “ispirato” a un altro prodotto e quando è una “copia illegale”? Su Thingiverse, Shapeways e Cubify ci sono già diversi prodotti “dubbi” ma i veri problemi potrebbero emergere quando la pratica di vendere i modelli digitali dei giocattoli sarà più diffusa e le stampanti 3D saranno in grado di realizzare prodotti di qualità: a quel punto la tutela del file digitale diventerà fondamentale: le aziende dovrebbero iniziare fin da ora a ragionarci, per non farsi cogliere alla sprovvista.

*Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulla rivista Toy Store di Editoriale Duesse

 

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