Just Make sarà l’anello di congiunzione tra consumatori e stampanti 3D?

Tra circa sei mesi, Fulvio Gollinelli ed Emiliano Guida, lanceranno Just Make, con l’obiettivo di raccogliere tutti i professionisti della modellazione e della scansione 3D sotto un unico tetto virtuale. Il network consentirà loro mettere i propri servizi a disposizione il numero sempre crescente di consumatori muniti di stampanti 3D.

main photoIn uno scenario globale della stampa 3D in cui molte grandi aziende e start-up vogliono offrire servizi di stampa 3D online, Just Make propone un approccio diverso, per indirizzare la necessità primaria di coloro – professionisti e consumatori – che hanno bisogno di stampare qualcosa in 3D: avere le risorse necessarie per creare il modello stampabile.

“La struttura è quella di una ‘piattaforma collaborativa’ che di base permette all’utente di utilizzare con facilità e velocità la tecnologia produttiva che ha in casa (ad esempio una stampante 3D, oggi in prevalenza FDM a termoplastica ma domani magari orientate anche ad altri materiali e processi,” spiega Gollinelli. “Quindi immagina che JustMake serva principalmente a guidare un utente nella produzione di un oggetto, dalla fase di ottenimento del modello digitale alla generazione del codice macchina da dare in pasto alla propria stampante.

Il valore aggiunto che Fulvio, Emilio e il loro team propongono è di ‘comprimere’ in un unico, grande processo guidato ed automatizzato l’intera fase di produzione, attualmente spesso spezzettata in diversi compiti spesso troppo “tecnici” e comunque da effettuarsi in step sparsi e lasciati all’organizzazione dell’utente”.

In altre parole, si tratta di un social network per modellatori 3D. “Abbiamo rilevato che ci sono molte persone che lavorano nel settore della modellazione 3D ma spesso sono difficili da trovare e non ben collegati tra loro – spiega Fulvio. Vogliamo creare uno spazio co-creativo che integri tutte le informazioni e gli strumenti necessari per permettere a chiunque di passare da idea a oggetto stampato con un click”.

“JustMake vuole “far arrivare” l’informazione a chi ne è un potenziale destinatario, con un meccanismo di hashtagging e destination ‘@’ che richiami Twitter”, aggiunge Gollinelli. Sia dal web che dalla app (è prevista una JustMake app per i principali device OS), uno specifico notification center fà in modo di raggiungere sempre il destinatario di un messaggio, anche se al momento non  si trova on-line. “L’aspetto chiave e secondo noi innnovativo – dice Giulio – è l’interazione real-time: ogni utente, sia esso semplice o business, ha a disposizione una dashboard per spiegare le proprie esigenze al proprio “coworker” in modo intuitivo”.

Sempre più aziende sono consapevoli del fatto che – ancora prima della multi-materialità – il più grande limite a un’adozione diffusa adozione delle tecnologie di digital manufacturing è la limitata familiarità delle attuali generazioni con il software e gli strumenti di modellazione 3D.

Autodesk, Rhino e anche Google stanno cercando di affrontare queste carenze sviluppando software di modellazione parametrica più intuitivi e facili sa usare ma che, tuttavia, pur essendo strumenti estremamente utili per i principianti, hanno funzionalità limitate quando si tratta di progettare parti professionali complesse.

Siti come Digital Forming hanno cercato di creare piattaforme che permettessero ai consumatori di entrare in contatto con i designer. Just Make, invece, cerca di unire modellatori 3D professionali tra loro e con il pubblico. “JustMake è rivolto sia all’hobbista che vuole condividere una sua produzione, sia al professionista che vuole ad esempio vendere un progetto digitale o un proprio servizio,” spiega Gollinelli. “E’ pertanto prevista una ‘vetrina interattiva’ in cui esporre il tutto, con meccanismi di realtà virtuale. In questo ambito, la pubblicità è a pagamento per le utenze ‘business’. Si tratta di pubblicità ‘del network per il network’: sono le utenze che si pubblicizzano, nessuno “sponsor” esterno. La pubblicità è poi guidata tramite un sistema statistico che, in background, analizza le richieste di produzione/vendita e le smista in automatico ai destinatari”.

Just Make potrebbe quindi diventare l’anello mancante tra consumatore e servizi di stampa 3D come Sculpteo, iMaterialise, Shapeways e anche 3D Hubs e persino tra il consumatore e la propria stampante 3D. “Vogliamo che i nostri utenti siano in grado di ottenere e scaricare un’oggetto unico e personalizzato che possono stampare in 3D con il tocco di un pulsante,” dice Gollinelli. “Abbiamo quindi costruito un database di informazioni su oltre 100 modelli di stampanti 3D desktop FDM e di un numero crescente di stampanti 3D SLA e DLP per uso domestico. Sono previsti algoritmi di I.A. per migliorare le produzioni: utilizziamo meccanismi di apprendimento automatico per tutti i compiti ripetitivi ma non semplicemente schematizzabili in “regole”: reti neurali ed ontologie semantiche potranno aiutare ad analizzare le richieste utente ed a ottimizzare i processi tecnici.” Mancano sei mesi al lancio e nella stampa 3D sei mesi scorrono molto velocemente: al momento  non ci sono veri competitor di Just Make nel panorama internazionale. A gennaio 2015 sarà ancora così?

 

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