Stampare in 3D o non stampare in 3D: il Barometro di Materialise risolve i vostri dubbi amletici

Tutti, in tutti i settori industriali, hanno ormai sentito parlare delle magie che la stampa 3D può fare per il business tagliando i tempi di prototipazione e, in alcuni casi, permettendo la realizzazione rapida di serie brevi o di strumenti per l’utilizzo finale. Le possibilità sono davvero infinite ma – come diciamo spesso – solo perché si può usare la stampa 3D per fare qualsiasi cosa, non vuol dire che bisogna per forza usarla per fare tutto. In effetti, saper stabilire con precisione quando è più “cost-effective” dei metodi tradizionali può risultare determinante. Così Materialise, uno dei più grandi stampatori professionali al mondo, da poco approdato anche in Italia, ha creato il “3D Print Barometer”, un tool online che permette di effettuare una prima analisi di un componente per capire quando sia adatto alla stampa 3D. Ne abbiamo parlato con Alessio Esposti, Business Developer AMS Italia di Materialise N.V che ci ha spiegato i parametri principali Sto arrivando! tenere a mente.

Barometro_materialise_stampa3D6“Una delle domande che riceviamo più spesso – spiega Esposti – è fino a quale quantità la stampa 3D risulti più efficiente degli altri metodi produttivi. In effetti è una delle domande a cui è più difficile rispondere e non è certo l’unico parametro che determina i successo di un progetto di manifattura additiva. Il nostro barometro è uno strumento che va oltre la risposta base che ‘dipende’, offrendo un’accurata analisi preliminare”.

Un primo parametro da tenere in mente è la dimensione dell’oggetto, che il sistema di Materialise aiuta a determinare offrendo come termine di paragone degli oggetti sferici, dalle palline da ping pong alle sfere di gomma da palestra. “La maggior parte delle stampanti 3D industriali hanno una piattaforma chiusa che permette anche di realizzare più componenti allo stesso tempo – prosegue Eposti – ma che allo stesso tempo limita le dimensioni di ciò che può essere prodotto. I componenti più grossi possono essere divisi in più parti ma questo limita i benefici della stampa 3D in termini di geometrie. In generale diciamo che gli oggetti di dimensioni simili a quello di un pallone da calcio possono essere stampati in 3D ottimizzando i costi”.
barometro_materialise_stampa3d5Il secondo parametro fondamentale, quindi, è proprio la complessità del pezzo. E questo è anche il parametro più semplici da valutare: se non è possibile realizzarlo con i metodi tradizionali come pezzo unico la stampa 3D risulterà l’unica scelta. Il valore complessivo del progetto, invece, è un fattore che potrebbe risultare determinate nel scegliere di non utilizzare la stampa 3D.

“Le tecnologie additive – spiega Esposti – possono creare valori aggiunti in termini di personalizzazione estrema, funzionalità e tempi ridotti per l’arrivo sul mercato. Ma questi non sono necessariamente sempre valori applicabili e se la stampa 3D non sta aumentando il valore di un componente allora ne sta solo aumentando i costi. Per oggetti dove il prezzo competitivo è un fattore determinante è provabile che questi costi siano più difficili da giustificare rispetto a soluzioni industriali di fascia più elevata”.

barometro_materialise_stampa3d3Veniamo quindi a quella che sta diventando la tematica più “scottante” della stampa 3D: le dimensioni delle serie che è possibile produrre in modo additivo. Recentemente 3D Systems ha parlato di “Legge di Moore” applicata alla stampa 3D, illustrando come i tempi di produzione vengano periodicamente dimezzati, proprio come accade al potere di calcolo dei processori, che raddoppia circa ogni 18 mesi, in base alla legge osservata del co-fondatore di Intel. Ciò significa che un giorno la stampa 3D potrebbe battere gli stampi a iniezioni su qualsiasi quantità di prodotti ma fino a quel momento bisogna valutare attentamente la quantità di pezzi da produrre, considerando anche tutti i fattori precedenti. “Tutti gli elementi vanno messi in relazione al numero di parti che si vuole produrre – precisa Esposti – in alcuni casi, anche si il processo di stampa 3D può risultare più costoso, è possibile che sia possibile risparmiare sull’intero progetto tagliando sui tempi e costi di assemblaggio”.

barometro_materialise_stampa3d4L’ultimo elemento da tenere a mente è l’utilizzo della parte che si vuole produrre. Oggi con la stampa 3D è possibile usare materiali ultra-performanti e persino ottenere finiture perfette delle superfici.La fase di finitura, però, è un processo meno automatizzato e quindi decisamente più costoso. L’aspetto non sarà fondamentale per uno strumento meccanico ma lo potrebbe essere per un prototipo o per un componente esterno. La scelta tra funzionalità e apparenza – oltre a essere una delle grandi domande della vita – servirà anche a determinare la tecnologia e i materiali da utilizzare e potrebbe essere la più difficile. Ma a questo punto vi sarete già fatti una buona idea di quello che vi serve.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s