Occhiali da sole stampati in 3D per uno sguardo sul futuro

Spesso diamo per scontato che la stampa 3D cambierà i paradigmi produttivi, rendendo molti prodotti più personalizzabili. Ci dimentichiamo, però, di identificare esattamente quali siano i prodotti che stanno realmente guidando questa rivoluzione. Le scarpe stampate in 3D sono affascinanti, ma non ancora pienamente ready-to-wear. I gioielli stanno esplorando molte nuove possibilità, ma quelli personalizzati hanno ancora un bel po’ di strada da fare, soprattutto sui sistemi FDM/FFF.

soda concepts 3 jpgL’unico prodotto che potrebbe sfruttare appieno le possibilità di fabbricazione personale offerte dalla stampa 3D del desktop potrebbero essere gli occhiali da sole.

Sulla vendita di occhiali da sole altamente customizzabili punta Soda Concept, una startup fondata da Carlo Marchisio, giovane designer italiano. L’Italia è attualmente sede del più grande produttore di occhiali da sole al mondo, il Gruppo Luxottica, che possiede sia la Ray Ban che la Oakley, quindi sembrerebbe logico che la prossima rivoluzione degli occhiali sole nasca proprio da qui “Tutto è cominciato quando ho comprato una MakerBot Replicator il gennaio scorso – racconta Marchisio – Sapevo già modellare in 3D, ma non sapevo come dare davvero una forma fisica per i miei modelli. Appena mi sono familiarizzato un po’ con la stampa 3D ho cercato di individuare un prodotto di uso finale che avrei potuto produrre con la mia Replicator, qualcosa al di là di prototipi e giocattoli, qualcosa da utilizzare ogni giorno “.

schemeAlla fine, data la disponibilità di ABS e PLA e le dimensioni del piano di stampa, Marchisio ha optato per gli occhiali da sole. Ha spinto i limiti della sua MakerBot per realizzare con quattro diverse montature personalizzabili, con lenti e barrette intercambiabili. “Ho creato le quattro montature a cui è possible cambiare le lenti e le barrette senza alcuna vite o componente metallico.

Così gli utenti son liberi di cambiare colore ogni giorno, sostituire qualsiasi componente in un attimo e persino passare a un nuovo modello senza dover mai comprare nuove lenti, che poi sono l’elemento più costoso. Marchisio ha chiamato il suo progetto “Soda”, perché è una parola internazionale che tutti possono capire e che trasmette un senso di cultura pop e facilità d’utilizzo. In un certo senso, cambiare gli occhiali da sole sarà facile come bere una una Coca Cola gelata in una di quelle bottigliette di vetro da 25 ml sotto il sole cocente. Anche gli aspetti internazionali del progetto sono evidenti. Pur essendo stati progettati in Italia, gli occhiali e i componenti Soda Concept vengono attualmente venduti attraverso RedResin, un sito di Barcellona in lingua inglese, che vende consumabili per la stampa 3D, come filamenti e resine.

soda concepts 2 jpgLavorare con RedResin ha permesso Marchisio di sperimentare con le future iterazioni dei suoi modelli. “Siamo stati in grado di stampare le montature in multi-materiale con un sistema Objet Connex e abbiamo sperimentato anche con la Form1”, rivela Marchisio. “I tempi non sono ancora maturi e per ora la tecnologia SLA è più efficiente nella produzione di piccoli oggetti complessi, tuttavia non vi è dubbio che la finitura e la qualità della produzione in resina sarà utile nel prossimo futuro.”

La sperimentazione dei materiali non è limitata alle resine. Marchisio ha già utilizzato il filamento rinforzato con fibra di carbonio di ProtoPasta e presto implementerà il nuovo PLA fotocromatico di MakerBot. Allo stesso tempo il suo team sta lavorando anche su un app di realtà aumentata che permetterà di provarsi i diversi modelli virtualmente prima di acquistarli. Il business è in crescita.

soda concepts 1 jpgI primi occhiali Soda Concept venivano venduti solo in alcuni negozi di Torino, città natale di Marchisio, e ora sono accessibili a un pubblico glboale. Sviluppi futuri potrebbero anche includere la possibilità di vendere i desgin per stampare i proprio occhiali a casa. “La maggior parte degli utenti ha bisogno di familiarizzarsi di più con la stampa 3D prima di essere in grado di produrre un prodotto di alta qualità a casa propria. Succederà, e quello che dobbiamo continuare a fare è contribuire a diffondere la cultura della stampa 3D”. Soprattutto in Italia, farla andare di moda, è il modo migliore per fa crescere qualsiasi cosa.

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