La stampa 3D entra in cucina e serve l’assenzio

Nella cucina del futuro, molto probabilmente non potrà mancare una stampante 3D dedicata al cibo. Le prime macchine pensate per la stampa di pietanze di vario tipo stanno ormai iniziando a circolare, e sempre più spesso si svolgono laboratori culinari in piena regola che danno vita a esperimenti che fondono assieme cibo, stampa e creatività.

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Ciò che potrebbe però sorprende, è che anche l’alta cucina inizia a considerare questa tecnologia come un valido strumento per mettere in atto imprese da ricordare: per esempio, il team di chef di Modernist Cousine ha usato una stampante 3D per servire l’assenzio durante un evento unico. L’occasione era quella della “Cena di 50 portate” organizzata in onore dell’uscita del libro scritto da Ferran Adrià – uno degli chef più rinomati del globo, inserito anche nella lista delle 100 persone più influenti del Mondo.

Un pasto faraonico (durato in tutto 5 ore) composto da, per l’appunto, 50 differenti portate, l’ultima delle quali realizzata proprio tramite la stampa 3D; ovvero, l’assenzio, servito con una scultura di zucchero creata usando le ultime novità in campo di 3D printing. Un lavoro impressionate che però il team di Modernist Cousine non ha svolto interamente da solo; gli chef infatti hanno collaborato con The Sugar Lab, gli esperti nello stampare lo zucchero che sono stati acquistati da 3D System qualche tempo fa.

Unendo le forze, sono riusciti a realizzare una struttura irripetibile fatta di zucchero, posizionata sopra il bicchiere con un cucchiaio anch’esso stampo in 3D: l’assenzio è stato quindi versato sopra il modellino, sciogliendo lentamente la scultura e andando a riempire il bicchiere sottostante – proprio come deve essere servito questo liquore.

Una preparazione che va al di là del mero valore estetico e che si sposa perfettamente con il tipo di cucina che cercano di offrire sia Modernist Cousine, sia Ferran Adrià: parliamo di gastronomia molecolare, dove la ricerca del sapore si basa su metodi praticamente scientifici. Ecco quindi perché solo l’utilizzo delle tecnologie di 3D printing ha permesso di servire l’assenzio in un modo non solo visivamente accattivante, ma capace di offrire un gusto tutto nuovo. Non ci stupiremmo se proprio dal campo della cucina molecolare partisse la rivoluzione della “gastronomia 3D”.

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