Un bio-filamento dagli scarti della verdura?

Vista tutta la plastica che si usa per le stampe 3D, è naturale che ormai si cerchino delle soluzioni alternative meno inquinanti, magarti totalmente biodegradabili. Un team di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova è andato addirittura un passo oltre, sviluppando dei filamenti di bioplastica composta dagli scarti vegetali.

feature - veggie plastic 1

Per la precisione, questi materiali è stati creati usando differenti “basi” come spinaci, noci di cacao e riso: a questi elementi è stato aggiunto poi l’acido trifluoroacetico, sostanza fondamentale per far sì che le componenti di scarto vegetale si amalgamino.

veggie palstic 2Una volta fatto ciò, i composti sono stati posizionati all’intero di una serie di piastra di Petri, ripuliti e lasciato a riposo; col passare del tempo, la reazione ha dato origine a differenti filamenti, ognuno dotato di particolari caratteristiche fisiche derivanti dal tipo di materiale usato come base di partenza.

La cosa più stupefacente è che, stando a quanto constatato dagli scienziati, questi biomateriali vegetali disporrebbero di proprietà comparabili in termini di efficacia, resistenza e malleabilità, ad alcuni derivati del petrolio – tra cui, giusto per fare un esempio, l’ABS. Un dato che potrebbe influenzare fortemente il mondo dei prodotti usati per il processo di estrusione dalle stampanti 3D – magari creandone di ecologici.

veggie plastic 3

Il risultato di questo studio è stato pubblicato sul Mocromolecules Journal, dove il team di ricercatori ha spiegato l’intero procedimento per la creazione dei filamenti vegetali. Nonostante tutto, però, la strada è ancora molto lunga: senza dubbio il mondo della stampa 3D e le aziende coinvolte stanno guardando a questo segmento con particolare interesse, ma difficilmente materiali simili riusciranno (almeno nel breve) a soppiantare quelli plastici o quantomeno a garantirne le stesse performance a parità di prezzo.

È altresì vero, però, che l’idea di base di produrre filamenti per le stampanti 3D tramite l’utilizzo di materiali di scarto vegetale avrebbe un grandissimo impatto, in positivo, sulle risorse del pianeta – cosa da non dimenticare mai visto quanto solitamente sia alto il prezzo da pagare per il progresso tecnologico.

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