Anche l’Italia ha un’associazione per la Manifattura Additiva: nasce AITA

Negli Stati Uniti, dove il governo assume generalmente ruolo attivo nello stimolare ed esplorare nuove opportunità di business, il Presidente stesso ha contribuito attivamente a creare America Makes, l’associazione che aiuta a promuovere le tecnologie di manifattura additiva. In Italia il governo di solito è troppo impegnato a cercare di “mantenere la propria sedia”, così le aziende devono più che altro arrangiarsi da sole

La nuova Associazione Italiana per le Tecnologie Additive (AITA), che è stata istituita martedì 25 settembre scorso, è stata quindi creata come una “spin-off” di UCIMU, l’Unione Italiana Industriali Macchine Utensili, ed è stata presentata durante la 29° BIMU, la più importante fiera in Italia per questo settore. L’annuncio è stato dato da Fabrizio Rosa, Presidente della Rosa Sistemi SpA e Amministratore Delegato di Rosa Ermando SpA, nel corso di una riunione incentrata esclusivamente su manifattura additiva e stampa 3D.

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Come ha spiegato Rosa, le tecnologie di Additive Manufacturing – che, ha sottolineato, hanno poco in comune con le tecnologie “maker” di stampa 3D desktop  – stanno contribuendo a creare un nuovo concetto di produzione, quella in cui le idee possono essere trasformate, senza vincoli particolari o passaggi intermedi, in un componente molto vicino a un prodotto finale. Inoltre queste tecnologie possono ampliare gli orizzonti dei materiali, dell’ICT e del settore manifatturiero meccanico in generale.

Affinché tutto questo effettivamente accada, tuttavia, ci saranno molti ostacoli da superare, qualcosa che richiede la collaborazione di più realtà, ed è qui che entra in gioco AITA. Tra i suoi obiettivi principali ci saranno quelli di integrare le tecnologie additive nella filiera produttiva della manifattura meccanica, così come la certificazione e valutazione della qualità dei materiali utilizzati nelle macchine che producono per via additiva.

L’associazione si concentrerà anche su altri aspetti che richiedono un’azione coordinata da molti per andare a beneficio di tutti i soggetti coinvolti attraverso la raccolta e la condivisione di informazioni e dati. Ad esempio, l’analisi del ciclo di vita produttivo additivo, con particolare attenzione per argomenti come l’ambiente e la sostenibilità sociale, così come tutto il tema relativo alla complessa questione della proprietà intellettuale e della protezione del know-how.

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La standardizzazione dei processi di fabbricazione additiva, come abbiamo più volte osservato anche su questo sito, sarà un’attività fondamentale, soprattutto per quanto riguarda le norme attualmente in fase di sviluppo da parte dell’ISO, mentre l’associazione faciliterà anche lo sviluppo di pratiche comuni nella misurazione e controllo dei processi, attraverso le sue future attività di ricerca e sviluppo.

Per raggiungere questi obiettivi, AITA inizierà aggregando tutti i soggetti che orbitano attorno al mondo delle tecnologie additive industriali al fine di attuare azioni coordinate e condividere informazioni. Inoltre, proprio come la sua controparte americana, si adopererà per favorire il dialogo tra imprese e centri di ricerca, università, pubbliche e istituzioni governative su tutti gli aspetti relativi a queste tecnologie e alle loro applicazioni.

L’obiettivo finale, come per molte di queste associazioni industriali, è quello di costruire un’immagine coerente dell’industria manifatturiera additiva, differenziandola dal settore dell’artigianato digitale, consentendo nel contempo a tutte le aziende interessate di parlare con una sola voce al fine di costruire un vantaggio competitivo e spingere l’innovazione. Proprio come un oggetto fabbricato per via additiva, AITA è ora al primo strato di quello che potrebbe diventare un componente industriale molto grande e complesso, pronto per l’utilizzo finale.

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