Material ConneXion Italia si apre all’Open Source e alla stampa 3D

Lo abbiamo scritto più volte: la stampa 3D è fatta di idee, software e macchinari ma se vogliamo davvero andare al “sodo”, la stampa 3D è fatta soprattutto di materiali. L’evoluzione – sempre più rapida – del mondo dei materiali ci permetterà di produrre digitalmente oggetti che oggi non possiamo ancora neanche immaginare. Diverse consistenze, composizioni chimiche e molecolari, leghe, superleghe, resine, ottimizzazione topologica: in future gli oggetti che useremo saranno sempre più formati da un pezzo unico che avrà diverse proprietà in diverse aree.

In questo mondo una risorsa come Material ConneXion, oggi il più grande centro internazionale di ricerca e consulenza sui materiali innovativi e sostenibili, diventa ancora più fondamentale. Eppure quello dei materiali non è l’unica grande evoluzione dei tempi nostri: parallelamente c’è anche quella dell’open source. Nel mondo dell’online i modelli di business “aperti” che in alcuni casi offrono una serie di servizi gratuitamente e altri a pagamento per utenti premium, stanno diventando la norma. Material ConneXion quindi si è posizionata per esplorare anche questi strumenti con un esperimento particolarmente stimolante che nasce proprio dall’Italia.

MC3Fondata nel 1997 da George Beylerian a New York, con la prima library di materiali fisici, oggi Material ConneXion fa parte del Gruppo Sandow Media, azienda leader nell’editoria negli Stati Uniti, ed è presente con altre 7 sedi anche in Europa e in Asia. L’azienda promuove la creazione di contatti tra i produttori di materiali e i potenziali utilizzatori, supportandoli nella ricerca di soluzioni materiche per i loro progetti e offrendo alle aziende produttrici strumenti di visibilità unici e non convenzionali. La divisione italiana, nata del 2002, svolge attività di consulenza, promozione e formazione per ogni tipo di realtà produttiva e progettuale. Nella sua sede di Milano, Material ConneXion ospita una library fisica di oltre 4000 materiali, di cui circa 2500 permanentemente esposti.

MC1Questa library italiana ha anche una controparte virtuale e ora entrambe queste risorse sono accessibili attraverso un modello Freemium, che mette gratuitamente a disposizione l’intera raccolta di materiali con tutte le informazioni di base, andando così a catturare un target più vasto di persone ed offrendo pacchetti a pagamento di servizi aggiuntivi per le realtà commerciali più sviluppate. Il modello sperimentale italiano consente a chiunque di navigare liberamente all’interno del database, con una visualizzazione parziale d’informazioni, e attraverso un’interfaccia leggera e immediata, di taglio blog. Agli abbonamenti annuali, online e onsite, è stata aggiunta anche la possibilità di acquistare crediti per visualizzare le singole schede dei materiali, complete di tutte le informazioni.

Le nuove modalità di accesso, valide esclusivamente per l’utenza italiana, fanno del database una “fonte aperta” che facilita la connessione tra i produttori di materiali e i potenziali utilizzatori, e dove, in prospettiva, sarà possibile contribuire con proprie news alla sezione Materials Blog. Gli utenti possono quindi accedere gratuitamente anche ai materials update, cioè gli aggiornamenti mensili attraverso cui MaterialsConneXion introduce nuovi materiali al suo database.

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Per una di quelle coincidenze che sono più di una coincidenza, il primo aggiornamento dopo l’introduzione del modello Freemium (scaricabile da qui) è stato dedicato quasi interamente proprio ai materiali per la stampa 3D. In esso troverete informazioni su circa una ventina di materiali tra resine fotoattive, polveri sinterizzabili e filamenti termopolimerici. Per esempio sono stati introdotte le misture PLA-PHA di colorFabb (anche quelle mescolate con legno e metalli), così come il co-polimero (co-polyestere) XT. Sono presenti anche vari tipi di PLA e ABS mentre tra le polveri compaiono le leghe di titanio e l’acciaio maranging. MaterialsConneXion, per altro, include anche voci per indicare i processi di lavorazione dei materiali. Tra i nuovi arrivati c’è l’MC 7294-01, che si basa su una combinazione di inkjet bed printing e la sinterizzazione mediante calore.

Per noi italiani potere accedere gratuitamente al database è un vantaggio non indifferente, da sfruttare al meglio prima che, riscontratone l’inevitabile successo, lo stesso modello di business venga ampliato a tutte le librerie internazionali di MaterialsConneXion. Le idee non mancano, le conoscenza meccaniche nemmeno, con un forte sviluppo della scienza dei materiali e dei modelli di business virtuali l’Italia può davvero assurgere al ruolo di leader della rivoluzione tecnologica già in atto.

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