3DprinTogo e molto di più: i progetti del WoeLab dopo W.Afate

Quando il makerspace togolese WoeLab ha lanciato il progetto W.Afate di costruire una stampante 3D utilizzando i rifiuti elettronici recuperati da alcune delle più grandi discariche di vecchi computer e apparecchiature elettroniche, l’idea ha rapidamente catturato l’interesse della comunità globale della stampa 3D e non solo.  Anche io ne ho parlato nel mio primo articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, il mio quotidiano preferito in Italia (che purtroppo è stato anche l’ultimo in quanto lo hanno pubblicato ma non mi hanno mai pagato). Al di là del successo della campagna di crowd-funding sul sito Ulule e il concetto di riciclare l’e-waste per costruire il futuro in Africa, WoeLab è un imponente sforzo collettivo che sta a dimostrare ancora una volta come la stampa 3D possa unire tutte le persone e, sì, democratizzare la produzione. Sta diventando sempre più chiaro che le tecnologie additive, in particolare quelle desktop, possono ottenere una crescita e un successo maggiore lì dove c’è meno concorrenza da parte della manifattura additiva industriale. 1.4.2a - W.Afate Togo copia Togo, una relativamente piccola nazione a forma di “bastoncino”, confinante con il Ghana in Africa occidentale, sta dimostrando di essere un ottimo posto per far crescere il WoLab. “Un punto che è molto importante per noi al WoeLab è che W.Afate, come ogni cosa sviluppata dal WoeLab, viene realizzata in collaborazione”, mi ha detto Sename Koffi, fondatore del laboratorio. “Tutta la nostra comunità – ha proseguito – è stata coinvolta fin dall’inizio e ha contribuito a sviluppare il progetto. Infatti W.Afate è uno dei primi simboli africani del movimento ‘Commons’ contemporaneo che si sta sviluppando in tutto il mondo e che ha – questa è l’intuizione che sta dietro a tutto ciò che facciamo qui in Togo – fatto eco nelle nostre tradizioni africane “. Sulla scia del successo di W.Afate, che si è classificato al primo posto nella Fab Award al Fab10 a Barcellona lo scorso luglio, WoeLab sta lavorando su più progetti legati alla community, come il portale 3DprinTogo. Insieme al perfetto gioco di parole con il nome del Paese, il servizio vuole mappare e creare una rete di cybercafe per consentire loro di integrare servizi di stampa 3D tramite le stampanti W.Afate. 1.4.2b---W Per WoeLab si tratta anche di diffondere la cultura della stampa 3D e di fare in modo che l’Africa sia al centro della rivoluzione della produzione personale distribuita. “Tutti i trenta giovani residenti che beneficiano ora dal programma WoeLab sono ugualmente coinvolti nel progetto e-waste/stampa 3D”, ha spiegato Koffi. “Le filosofie auto-esplicative come ‘LowHighTech’, ‘Democratizzazione tecnologica’ e il nostro modello sociale originario sono le chiavi del successo di WoeLab.” Il Lab ora vuole diffondere questa conoscenza a più persone attraverso l’iniziativa 3DPrintEducaTogo. Il piano d’azione è quello di contribuire diffondere la conoscenza della stampa 3D a tutti i popoli africani, partendo dalla capitale del Togo, Lomè, che oggi è una delle città con i più alti tassi di penetrazione e di sensibilizzazione tecnologica. La sfida per WoLab è quella di spingere l’Africa a non perdere il treno di questa nuova rivoluzione industriale più ambientalmente consapevole. Può significare molto per l’Africa e forse anche di più per il resto del mondo. 1.4.2c - W.Afate Togo copia

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