Con Neri Oxman e Stratasys la creatività 3D supera i confini del mondo

Cosa succede quando a un genio creativo viene fornito uno strumento potente come la stampante ad alta definizione Stratasys Object500 Connex3 a triplo getto multicolor?

La talentuosa professoressa del MIT Neri Oxman è andata ben oltre ogni immaginazione con la sua ultima collezione, “Wanderers”, presentata a Euromold: un’ulteriore dimostrazione di come la stampa 3d stia andando verso una nuova era dell’espressione creativa. Il progetto, nato dalla collaborazione tra i membri del gruppo di ricerca Mediated Matter del MIT Media Lab e la coppia di designer Christoph Bader e Dominik Kolb, è costituito da 4 opere d’arte indossabili. Intitolate Mushtari, Zuhal, Otaared e Al-Qamar, sono straordinarie “seconde pelli” stampate in 3d ideate per facilitare i processi biologici di sintesi al fine di aumentare le capacità fisiologiche che potrebbero consentire all’essere umano di sopravvivere in ambienti inospitali. Stiamo parlando di espandere il concetto di viaggio oltre il pianeta Terra, offrendo la possibilità di popolare nuove frontiere del sistema solare.

Copia di feature 16

Le “pelli” indossabili non sono solo frutto di un processo di calcolo (elaborato da Bader e Kolb) che permette di forgiare forme sul corpo umano, ma sono anche state arricchite da materie plastiche di diversa densità, rigidità e colore, ispirate al processo di crescita cellulare. Il passo successivo per il team della Oxman sarà di integrare cellule vive create artificialmente, allo scopo di potenziare le funzioni fisiologiche umane, dotando queste strutture di una capacità di adattamento all’ambiente circostante.

Stratasys Neri Oxman4

Il futuro risiede nella progettazione di estensioni dei nostri corpi, che abbattano i confini tra il nostro corpo e l’ambiente in cui ci muoviamo”, spiega la Oxman. “Con questa collezione, abbiamo progettato pelli indossabili complesse che annoverano la possibilità di dotarsi di contenuti “vivi” in grado di interagire con l’esterno. Ciascun pezzo è pensato per ospitare elementi di sostegno vitale all’interno di strutture vascolari stampate in 3d, cosa resa possibile dalla stabilità dimensionale e dall’accuratezza dell’alta risoluzione della tecnologia Stratasys. La materia vivente all’interno di queste strutture potrebbe, quindi, sintetizzare ossigeno per la respirazione, fotoni per la vista, biomassa per la nutrizione, biocarburanti per il movimento e calcio per la costruzione”.

Stratasys Neri Oxman3

La tecnologia di stampa tridimensionale ha permesso al team della Oxman, attraverso l’utilizzo di scannerizzazioni CAT o MRI, di personalizzare nel dettaglio i progetti e creare una seconda pelle che aderisca perfettamente al corpo.

Stratasys Neri Oxman2

Mushtari, che significa “Esploratore di Giove”, s’ispira al tratto gastrointestinale e, indossato intorno al basso addome, è pensato per consumare e digerire biomasse, produrre energia dal saccarosio ed espellere quindi i rifiuti. Zuhal è stato invece concepito per sopravvivere alle tempeste di Saturno a convertire gli idrocarburi del pianeta in materia commestibile.

Otaared è un esoscheletro protettivo creato per compensare la mancanza di atmosfera su Mercurio, mentre Al-Qamar, pensato per essere indossato attorno al collo e sulle spalle, è in grado di purificare l’aria e di produrre ossigeno, perfetto per un’avventura sulla Luna.

Per ora si tratta di sogni futuristici d’artista, ma chissà…questi esperimenti potrebbero presto diventare realtà!

Stratasys Neri Oxman1

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