Gioielli e accessori stampati in 3D secondo il brand [ Digimorphé]

Dopo Cosmami, 3D Hubs e OBM, proseguono le nostre collaborazioni con chi vive da vicino il mondo della stampa 3D. In questo articolo Valeria Crescenzi ci racconta la sua esperienza con la designer Consuelo Keller e i sui gioielli stampati in 3D.

Ho avuto modo di conoscere Consuelo Keller, l’artigiana digitale ideatrice del brand [ digimorphé ], quasi un anno fa in occasione di una mia ricerca sulle applicazioni della stampa 3D. L’accento rosso del suo logo mi ha invitata a seguirlo e sono così approdata al sito web ufficiale, scoprendo un mondo fatto di accessori e gioielli 3D di diverse fatture e materiali. Digimorphe_Wireframe2_Bracelet Da allora ho avuto l’opportunità di seguire [ digimorphé ] più da vicino e di iniziare a comprendere meglio i procedimenti attaverso cui nascono gli oggetti stampati in 3D. Tuttavia la prima cosa che mi ha colpita in quella prima visita al sito ufficiale, è stata la capacità della designer di mixare il lato digitale e artigianale di ogni sua creazione. Solo pochissimo tempo dopo avrei infatti scoperto che ogni oggetto [ digimorphé ] nasce al computer, viene stampato in 3D e quindi rifinito sempre a mano. Come? Spesso si parte da un modello digitale realizzato tramite i tradizionali programmi CAD di disegno tecnico. Digimorphe_Faceted_Ring Consuelo, tuttavia, utilizza anche linguaggi di programmazione che consentono un «design generativo», fondato sugli algoritmi in grado di simulare i processi di creazione di forme complesse. In questo modo (e ho potuto constatarlo di persona) modificando anche in maniera minima i valori del codice che sta dando vita a un oggetto, si possono creare sue infinite variazioni. Ecco quindi che con questo approccio il designer è chiamato a sperimentare in corso d’opera, aggiustando e modificando il proprio progetto imparando da esso. Proprio come un artigiano.

Ecco perché nel processo di scelta delle forme dei gioielli e degli accessori di questo giovanissimo brand svizzero nato nel 2013, c’è sempre un elemento random in grado di rendere unica ogni singola creazione. Attualmente le collezioni già realizzate da [ digimorphé ] sono tre e comprendono bracciali, anelli e piccoli oggetti. Ognuna di esse è un omaggio alla sperimentazione e alle infinite possibilità di impiego della stampa 3D. La collezione di bracciali è realizzata in poliammide e alluminio sinterizzati, ha un forte carattere geometrico ed è espressione di un modo nuovo di concepire il gioiello. Digimorphe_Twisted2_Bracelet La collezione di anelli è stata invece realizzata in bronzo e acciaio inossidabile con stampi 3D e tecnica della fusione a cera persa. Un modo inedito di coniugare materiali tradizionali e nuove tecniche di produzione. Digimorphe_Flower_Ring Infine, la mini collezione di due strutture geometriche, è stata realizzata seguendo le impronte degli anelli dando vita a oggetti versatili da usare come pendenti, orecchini, spille oppure soprammòbili. Digimorphe_Geometric_Structure_2 Creare un gioiello 3D non è, come si suol dire «un gioco da ragazzi», ma presuppone la conoscenza di linguaggi di programmazione, software per il disegno e passione per la sperimentazione di materiali e tecniche. Indossare un gioiello 3D significa indossare algoritmi con fisionomie che solo pochissimo tempo fa erano impossibili anche solo da immaginare. Il lato bello della matematica, in un’esperienza del tutto nuova a cui ancora dobbiamo abituarci. Valeria Crescenzi (Web Content Manager | Founder Crescenzi Communication)

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