Ho visitato la fabbrica Fabtotum e posso confermare questi ragazzi “ci fanno”

A volte i progetti che nascono sui siti crown-sourcing sembrano troppo belli per essere veri e a volte lo sono. FABtotum, la stampante 3D all-in-one, con CNC e scanner 3D incorporati, ha decuplicato l’obiettivo iniziale di 50,000 dollari obiettivo e ha attirato l’attenzione dei media italiani e internazionali. Così, dal momento che mi trovavo a Milano per qualche settimana e la loro fabbrica è a solo circa 20 chilometri da casa mia, ho deciso di andare a dare un’occhiata.

A quanto pare non sono l’unico. “Da quando abbiamo pubblicato la campagna Indiegogo, e avviato i pre-ordini con la macchina speciale al prezzo speciale di 825 euro, un sacco di gente, soprattutto qui in Italia, è venuta per assicurarsi che non fosse una truffa,” afferma Marco Rizzuto, uno dei co-fondatori della start-up. La storia è nota. FABtotum iniziato lo sviluppo nel 2011 e ha ricevuto i primi fondi da degli angel-investors. Le difficoltà tecniche per costruire una stampante 3D che funzione efficacemente anche come una CNC sono notevoli, ma le hanno superate. Infatti, dopo averla visto da vicino, posso dire che in effetti tutta la struttura è notevole.

FABtotum factory06

Prima di tutto la stampante è decisamente bella da vedere. Ogni dettaglio è stato studiato accuratamente, dalla piano riscaldato al posizionamento dell’estrusore e al case esterno. Il rapporto tra il volume di stampa e le dimensioni della macchina è pari al 24%, forse il migliore del settore, anche se il numero percentuale non trasmette pienamente il fatto che la stampante 3D da 36 cc è praticamente interamente dedicata allo spazio stampa di 214x236x242 mm. Ci sono altri particolari che mostrano la grande quantità di lavoro di ricerca che è stato fatto: per esempio il sistema di alimentazione da 24 Watt che permette all’ugello di entrare in temperatura in in 45 secondi e il piano in poco meno di due minuti.

FABtotum factory22

Così il team di FABtotum ha mantenuto molte delle sue molte promesse e anche quella forse più difficile mantenere la macchina completamente open source. Marco mi ha assicurato che tutto ciò che riguarda la stampante e la testina di stampa è completamente open source: la documentazione completa, compresi i disegni è disponibile sul sito e la riproduzione della FABtotum è consentita e incoraggiata sotto licenza Creative Commons.

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La maggior parte dei contributi degli utenti sono e continueranno a essere focalizzati sul sistema di estrusione/fresatura/incisione/scansione. “Vogliamo integrare molte più possibilità in futuro, per esempio una maggiore potenza nel sistema di fresatura o le capacità di inserire laser aggiuntivi,”  dice Marco, “e siamo molto felici che la nostra comunità abbia già iniziato a lavorarci pubblicando i primi mods: un plotter e uno strumento di misurazione”.

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L’azienda è stata fondata da due architetti e due ingegneri. Fare andare d’accordo questi background differenti è molto difficile in qualsiasi progetto, ma, quando accade è possibile realizzare cose incredibili. Per esempio la FABtotum può avere fino a cinque assi che possono essere utilizzati per opzione alternativa e per un ulteriore sviluppo (compreso il potenziale sostegno per le tecnologie SLA ed SLS).

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Gli assi in più sono utili anche per il sistema di scansione laser, che offre anche tre diverse modalità: scanner laser a rotazione, scansione laser sweep e Z-Probe Digitizer per la scansione 3D anche di oggetti più piccoli. L’intero sistema può essere controllato via Web, attraverso un cavo LAN, LAN wireless o una connessione a Internet in remoto (configurando correttamente la rete domestica). Il team di 15 persone FABtotum include anche un gruppo dedicato allo sviluppo del software e al continuo miglioramento dell’interfaccia.

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Sebbene Marco e tutta FABtotum non si montino la testa, sono molto sicuri della qualità del prodotto che hanno creato e questa fiducia traspare anche nel modo in cui è impostata la fabbrica. Ogni macchina è assemblata in linee precise, con tutte le stazioni allestite in modo da ottimizzare l’efficienza. “La macchina è stata costruita su un’architettura open source Core XY e in seguito abbiamo aggiunto una serie di miglioramenti. Non abbiamo risparmiato sulla qualità dei componenti e finora sembra che i nostri sforzi sono stati riconosciuti e apprezzati.

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Finora FABtotum ha vende le sue macchine soprattutto all’estero, in ben 63 diversi Paese. Ora invece il mercato italiano sta ora iniziando a rispondere, arrivando a rappresentare già il 20% di tutti gli ordini. La copertura mediatica recente ha aiutato, anche a dimostrare che l’azienda c’è e ci sa fare.

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