L’era “2.0” del 3D inizia con il nuovo sistema di finitura Retouch3D

Mano a mano che la stampa 3D si diffonde e gli imprenditori acquisiscono più familiarità con le sue possibilità (e soprattutto con i suoi limiti) iniziano ad arrivare anche un numero crescente di nuovi prodotti come risposte a problemi comuni; per esempio, come quello di riuscire a correggere eventuali errori o di rimuovere correttamente i supporti. Questo è ciò che Retouch3D sta per fare – almeno non appena riuscirà a raggiungere il suo obiettivo di finanziamento su Kickstarter di 30.000 dollari.

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Ciò a cui 3D 2.0, la società dietro Retouch3D, probabilmente si riferiva a quando ha scelto il suo nome è proprio l’inizio di una seconda era della stampa 3D, ovvero un periodo storico in cui questa tecnologia è ormai consolidata e gli utenti sono alla ricerca di nuovi modi per migliorare i prodotti che realizzano.

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Perché se è vero che le stampanti 3D stanno diventando sempre più precise, gli utenti iniziano a sperimentare con forme geometriche più impegnative, e proprio per questo motivo spesso si incappa in qualche errore – a volte si tratta di semplici residui sottili di filamento, dovuti al movimento troppo rapido dell’estrusore. In casi come questo, dispositivi quali saldatori e smerigliatrici sono difficilmente utilizzabili nella maniera corretta da chi si cimenta per la prima volta con la stampa 3D. Retouch3D è stato calibrato per rendere questo particolare processo estremamente semplice e sarà un prodotto che farà la gioia di un gran numero di utenti: è perfetto per la maggior parte dei materiali termoplastici (con una temperatura di estrusione compresa tra i 50 ° e i 300 °), ma funziona bene anche sulle resine.

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Dopo il test, il team di progettazione ha selezionato cinque punte differenti per la rimozione dei materiali: due Macro (una per supporti di dimensione più grande e una per “raffinare” le imperfezioni), due Micro (una per migliorare il dettaglio degli strati curvi e una eliminare gli avanzi dei supporti) e la punta Blender, pensata per appianare la superficie dell’oggetto stampato e nascondere così le imperfezioni.

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Sono abbastanza sicuro che la maggior parte degli appassionati non avrà bisogno di molto più convincersi che questo dispositivo si rivelerà molto utile. Il prototipo si presenta solido e il design, che ricorda un po’ la prima 3Doodler, è molto elegante; il prezzo si aggira attorno agli 800 euro, ma poter rimuovere ogni piccola imperfezioni dai vostri capolavori non ha prezzo.

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