IDBN porta la stampa 3D negli ospedali con l’aiuto di Stratasys

Il Dr. Nicola Bizzotto, un giovane chirurgo della Clinica Ortopedica dell’Università di Verona, è stato tra i primi in Italia a comprendere appieno le possibilità che le tecnologie di stampa 3D possono offrire in campo medico – in particolare le loro applicazioni a basso costo. Per esplorare ulteriormente l’impatto della stampa 3D all’interno del sistema ospedaliero italiano, ha lavorato con un team che comprende il direttore della Clinica di Verona, Bruno Magnan, e il dottor Pier Maria Fornasari dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (un ente leader in Italia in questo campo).

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Questa collaborazione si è ora consolidando in IDBN (Italiano Digital Biomanufacturing Network), un’associazione che ha come obiettivo quello di unire tutti i medici che hanno un interesse per l’applicazione della fabbricazione additiva – comprese le tecnologie bioprinting – nella loro area personale di competenza. L’associazione, che sarà presentata ufficialmente il prossimo giugno, è il culmine del lavoro di un intero anno e punta a promuovere i vantaggi in campo medico in termini di tempistiche, costi e formazione medica, con in più la possibilità di instaurare una comunicazione medico-paziente più efficiente

Il Dr. Bizzotto non è nuovo all’uso di stampa 3D in medicina: la sua esperienza con la Clinica Ortopedica di Verona è iniziata circa un anno fa, quando ha introdotto una stampante 3D di Stratasys e ha cominciato a sperimentare con la costruzione di modelli basati sui dati di CT Scan.

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Lo sviluppo di scanner CT di ultima generazione ci ha permesso di creare immagini 3D dettagliatissime, e il passaggio al 3D fisico è stato un passo logico“, ha detto il dottor Bizzotto. “La creazione di file STL stampabili dai dati DICOM è un procedimento abbastanza accessibile per chiunque con un po’ di esperienza, e i vantaggi sono così tanti che non c’è motivo per non provarci“. Le prime ossa che sono state efficacemente riprodotte sono state quelle dell’anca, del piede e del ginocchio: “Crediamo che la stampa 3D stia aprendo incredibili possibilità nella valutazione delle fratture ossee“.

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Stampare una riproduzione di un osso è abbastanza semplice con qualsiasi stampante 3D e può produrre benefici enormi: ma quali sono esattamente questi vantaggi? “Il primo beneficio è nella formazione medica. Le prime volte che ho mostrato agli studenti queste rappresentazioni perfette di ossa sono rimasti letteralmente stupiti. Imparare a conoscere il corpo attraverso modelli in scala 1: 1 è un’esperienza completamente diversa rispetto vederli sul monitor di un computer “, ha spiegato il dottor Bizzotto. Abbiamo sentito parlare, però, anche moltissimo dell’importanza nella fase di preparazione dell’intervento chirurgico: “La stampa 3D ci permette di riprodurre una frattura o una lesione in un modo che è praticamente identico alla condizione attuale del paziente; ciò consente di studiare ogni dettaglio prima di iniziare un intervento chirurgico. Siamo anche in grado di utilizzare il modello per simulare gli effetti dell’operazione che stiamo per fare“, ha continuato Bizzotto.

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Questo processo può ridurre seriamente il tempo all’interno della sala operatoria, abbattendo i costi in modo significativo visto che, come ha spiegato il dottor Bizzotto, i modelli stampati non hanno bisogno di essere fatto di un materiale in particolare né hanno bisogno di particolari ritocchi estetici. Per Stratasys, società che da sempre è stata un grande sostenitrice delle iniziative del dottor Bizzotto, può essere una grande opportunità, dal momento che le sue macchine sono pensate sia per offrire parti complesse ad alta risoluzione e per lavorare con materiali dalle prestazioni elevate. Ma ciò che interessa realmente alla società è incentivare l’introduzione della fabbricazione additiva, dal momento che questo porterà inevitabilmente a una più diffusa consapevolezza delle possibilità offerte dalla stampa 3D – magari aiutandone anche la diffusione globale.

Il terzo vantaggio – forse quello più entusiasmante – è la comunicazione medico-paziente. “Non c’è dubbio che il rapporto con il paziente sia destinato a cambiare del tutto quando sarà possibile vedere dal vivo il modello fisico della parte che ci accingiamo a operare. Si tratta di opportunità già disponibili ma che, con l’abbassamento dei costi delle macchine, possono essere implementate ovunque, portando benefici a tutto il sistema sanitario”. E fare in modo che tutto ciò accada nel minor tempo possibile è esattamente l’obiettivo della IDBN.

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