La prima Convention di Open BioMedical Initiative tra stampa 3D e community globale

11 aprile 2015, sabato. Mentre di prima mattina, forse ancora notte, ero in viaggio da Pescara per raggiungere Napoli in compagnia di altri due amici di Open BioMedical Initiative, mi sono reso conto che stava accadendo qualcosa di speciale. Non eravamo i soli a partire alla volta di Città della Scienza dove di lì a poche ore avremmo presentato la nostra grande e affiatata community. Appassionati, specialisti del settore, giornalisti, studenti e tanti altri stavano partendo in quello stesso momento per partecipare all’evento di lancio ufficiale di una visione e allo stesso tempo di un progetto concreto, fatto di materia e bit, ma soprattutto fatto di persone seriamente intenzionate a contribuire al campo della biomedica con la forza delle nuove tecnologie, di internet e di un nuovo approccio al fare e all’aiutare.

1 OBM Convention

We Help. E’ la parola d’ordine di Open BioMedical Initiative, una presa di posizione ben precisa per il gruppo di volontari nato nell’aprile 2014 e arrivato al suo primo anno di attività. In occasione della 1° Convention Internazionale presso Città della Scienza che ha accolto e supportato il nostro progetto, la community di OBM Initiative si è aperta ufficialmente al mondo. Davanti a quasi 1000 persone, i suoi membri hanno parlato di cosa significhi contribuire all’iniziativa e soprattutto quali sono i suoi obiettivi, i suoi progetti, gli strumenti dell’innovazione di cui si fa portatrice assieme ai suoi partner Sharebot e 3DItaly. Dal palco tutti quanti abbiamo cercato di dialogare con il pubblico, stuzzicandone curiosità e idee, cercando di trasmettere un messaggio in particolare: oggi più che mai, insieme, possiamo fare la differenza. Le nuove tecnologie, la stampa 3D prima di tutto, lo rendono possibile ed esse stesse partecipano al dialogo. Non sono strumenti statici, di una complessità sconosciuta e lontana a chiunque sia interessato, ma sono tecnologie che ascoltano l’uomo, vanno incontro alle sue necessità e permettono di adattarsi ai suoi obiettivi.

Per raccontare in poche parole cos’è Open BioMedical Initiative basta fare un semplice esempio. Mentre gli spettatori venivano a conoscenza di come quest’ultima sia nata e cresciuta, mentre sugli schermi scorrevano immagini e discorsi, i ragazzi della community non hanno smesso di lavorare ai progetti nemmeno un attimo, dietro al palco, dietro le quinte. Il grande evento è stato anche occasione di un vero e proprio meeting per raccogliere nuove soluzioni e fare brainstorming su come sviluppare al meglio i progetti, innanzitutto la protesi mioelettrica FABLE, che coronerà il percorso intrapreso con Fabia Timaco giusto un mese fa.

2 OBM Convention

OBM Initiative si sta al momento occupando di tre progetti interamente o quasi stampati in 3D: WIL, la protesi meccanica, il progetto pilota guidato da Massimiliano D’Amario dedicato a persone con mancanza delle dita della mano come nel caso della sindrome da banda amniotica; l’appena citata FABLE, sviluppata dal team di Stefania Valentini e in grado di associare i segnali elettrici del muscolo dell’avambraccio per generare funzionalità meccaniche alla mano artificiale; e infine BOB, l’incubatrice neonatale progettata dal gruppo di Cristian Currò, finalizzata ai paesi in via di sviluppo dove la mortalità infantile è altissima a causa di scarsi mezzi di supporto nelle prime fasi di vita. Tutti e tre sono stati ideati per unire necessità e nuove tecnologie e generare così una risposta nuova, realmente al servizio dell’uomo lì dove questo servizio manca o difficilmente arriva a chi ne ha bisogno.

3 OBM Convention

Perchè come spiegato dallo stesso Bruno Lenzi, fondatore dell’iniziativa, OBM Initiative nasce con lo scopo di supportare la Biomedica tradizionale per estendere il più possibile l’assistenza a coloro che la richiedono ma attualmente non ne hanno i mezzi. Questi mezzi possono diventare oggi una stampante 3D, una connessione internet, una rete di persone costantemente impegnate nell’aiutare il prossimo sfruttando la massa critica resa possibile dalla passione e dalla convinzione di poter cambiare le cose. E mentre sabato il pubblico ha assistito alla forza delle idee della community, il giorno dopo, nonostante fosse domenica, già alle dieci del mattino decine di persone sono tornate a Città della Scienza per partecipare alla giornata di workshop dedicata a tutti coloro che amano toccar con mano l’innovazione. Perchè oltre alla presentazione, OBM Initiative significa stampanti 3D in azione, fili, circuiti, polvere. Significa fare le ore piccole e sentirsi in tutti i modi possibili per confrontarsi su come modellare efficacemente un avambraccio, come integrare i servomotori, come gestire l’organizzazione dei tasks e quale problematica trattare nel prossimo articolo made in OBM Initiative.

4 OBM Convention

A Città della Scienza, Open BioMedical Initiative si è presentata aprendosi al mondo, sottolineando che l’innovazione non è solo di chi la fa ma anche di chi è disposto ad ascoltarla per poi riproporla. Se chi è giunto con un’idea è tornato a casa con dieci nuovi propositi, chi è arrivato solo ed è rientrato arricchito di nuove amicizie, chi ha conosciuto qualcosa di nuovo e chi ha aperto gli occhi su nuove possibilità, allora si può dire che il compleanno di OBM Initiative è stata una festa andata davvero a buon fine. Che in verità è solo l’inizio.

5 OBM Convention

Valentino Megale – Open BioMedical Initiative

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