Prototipazione d’intervento grazie alla stampa 3D: il caso di Xiao wang

A volte succede che una piccola distrazione ci causa danni peggiori di altri incidenti, ad esempio cadere da una sedia può generare fratture importanti quanto cadere da un albero, ma se non tutti provano ad arrampicarsi tutti invece ci sediamo. Non vi è mai capitato di camminare pensando intensamente a chissà cosa, senza prestare attenzione al lampione che ferma bruscamente tutto, regalandovi un bel bernoccolo e una bella risata? Molti di questi piccoli contrattempi finiscono così, con un sorriso generato dalla condizione buffa in cui si verifica. Ma succede anche che una piccola frattura nel punto sbagliato possa causare danni ben più importanti.

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Ne sa qualcosa il giovane ventunenne Xiao Wang, studente universitario cinese. Utilizzando il cellulare mentre camminava è inciampato facendosi male al polso nella caduta. Visitato presso il Puren Hospital Wuhan di Hubei è stata riscontrata una frattura e quindi è stata eseguita una TAC. Questa, purtroppo, ha rivelato una frattura del quarto metacarpale (l’osso che si trova nel palmo della mano e si collega alla prima falange del dito anulare) ed un’altra dell’osso uncinato (osso del polso immediatamente sotto i metacarpali delle dita anulare e mignolo).

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Il chirurgo ortopedico Liu Rong, ha subito capito che individuare l’esatta posizione delle fratture era difficile, rendendo l’intervento praticamente inutile in quanto poteva addirittura peggiorare le cose. Tuttavia si rendeva ben conto che un mancato intervento poteva significare un difetto permanente per il giovane Wang.

Il team di Liu Rong ha così deciso di utilizzare la stampa 3D: l’esatta riproduzione del polso destro di Wang attraverso i dati acquisiti con la TAC e le radiografie tradizionali, ha permesso una precisa valutazione del danno con conseguente decisione delle modalità operative dell’intervento.

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E non è tutto. L’operazione ha avuto una durata inferiore ed è stata necessaria una minor quantità di anestetico, a tutto vantaggio del decorso postoperatorio.

Il chirurgo Liu Rong ha sottolineato come normalmente il paziente avrebbe avuto dolore per tutta la vita e pian piano avrebbe perso la funzionalità stessa della mano in quanto l’intervento non avrebbe prodotto gli stessi risultati ottenuti utilizzando il modello 3D.

Il giovane Xiao sicuramente starà più attento in futuro, ma per lui ci sarà un recupero completo. Anche se non lo sa, ha fatto parte della gran quantità di piccoli grandi esperimenti che si stanno facendo negli ospedali di tutto il mondo con la stampa 3D.

Dagli Stati Uniti alla Cina infatti, sono sempre più i medici che si convincono dell’efficacia e dell’efficienza degli interventi preparati usando modelli stampati dei pazienti. La possibilità di osservare la parte su cui intervenire, con tutta calma e assistiti da quanti consulenti si necessita, il poter riprovare più volte l’operazione, senza il timore di un danno irreparabile, l’esercitarsi fino a quanto si crede necessario nella ripetizione dei passaggi più difficili di un intervento, permettono ai medici di operare con più tranquillità e sicurezza, a tutto vantaggio dei pazienti. Non ci resta che sperare che arrivi presto il momento in cui tutto questo diventerà una prassi.

Lusiana Pasquini – Open BioMedical Initiative

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