3D Archeolab mostra all’Italia come apprezzare la sua enorme storia culturale

Su questo blog abbiamo raccontato numerose iniziative in cui le tecnologie di stampa 3D sono state implementate per rendere l’arte più accessibile, rimuovendo sia le barriere geografiche che quelle fisiche. Tuttavia solo una minima parte del patrimonio culturale del mondo è già stato in grado di trarre vantaggio da queste nuove tecnologie e siamo appena proprio all’inizio di un lungo processo di digitalizzazione dei tesori artistici e culturali. Una società che si sta muovendo rapidamente in questa direzione è 3D Archeolab, che già riprodotto e messo a disposizione online quasi 100 modelli 3D provenienti dai musei italiani.

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3D Archeolab è stata fondata da Sofia Menconero, architetto specializzato in tecnologie applicate ai beni culturali e delle opere, e Giulio Biliardo, che è specializzato in tecnologie open source e software, applicati a preservare la storia culturale e artistica. Il loro progetto principale si chiama 3D VirtualMuseum e comprende un totale di 95 modelli 3D scaricabili e stampabili, provenienti da quattro musei e siti culturali (alcune zone d’Italia sono in realtà dei grandi musei a cielo aperto), situati nelle regioni di Umbria ed Emilia Romagna. “Questa sezione del sito ha già avuto oltre 20.000 accessi, con oltre 3.000 download ad oggi,” ci ha rivelato Sofia.

Sofia lavora principalmente sull’acquisizione dei dati tramite scansione 3D e sulla modellazione 3D degli oggetti, mentre Giorgio si concentra sui corsi di formazione e su come rendere i contenuti disponibili attraverso software open source e di facile accesso. In effetti è palese che le istituzioni italiane non investano sufficientemente per preservare e valorizzare gli enormi tesori storici e tocca quindi a iniziative come 3D Archeolab riempire il vuoto troppo spesso lasciato dal governo nazionale e dalle istituzioni locali.

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Per finanziare questo e altri progetti, 3D Archeolab organizza corsi sull’arte e sulla stampa 3D nelle scuole e collabora con il FabLab Parma al progetto Heritage Lab, un gruppo di lavoro dedicato al restauro artistico attraverso la stampa 3D. Recentemente il team ha anche collaborato con l’Associazione La Girobussola, che opera nel campo del turismo culturale per supportare persone con disabilità visive, ed Emanual Demetrescu, un archeologo specializzato nell’applicazione delle nuove tecnologie finalizzate alle valorizzazione di opere culturali e storiche.

Diverse aziende italiane sostengono 3D Archeolab nella sua missione. Queste includono il produttore di stampante 3D WASP e il produttore filamento esotico TreeD, che ha fornisce i filamenti di PLA Monumental, a base di ceramica e marmo. “Questi materiali sono l’ideale per offrire una sensazione più accurata della qualità superficiale finale delle opere d’arte,” dice Sofia che ci ha anche mostrato il processo utilizzato per catturare le nuvole di punti degli oggetti, basato sulle elaborazioni precisi di molteplici immagini scattate con una macchina fotografica.

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“Rendere l’arte più accessibile a tutti è molto importante per noi ed è al centro di tutto ciò che facciamo”, spiega Sofia. “Usando la stampa 3D per riprodurre opere d’arte al fine di renderle disponibili per esperienze tattili è qualcosa che va a vantaggio di tutti, anche coloro che non soffrono di alcuna disabilità. Inoltre, l’intera idea di un museo 3D è un mezzo per aiutare l’arte a superare barriere geografiche ed economiche”.

Sofia sogna di raccogliere tutti i reperti che sono stati persi tra musei e collezioni per raccoglierli in un unico spazio virtuale a cui tutti possano aver accesso. In questo, che potrebbe essere uno degli obiettivi più importanti dell’umanità per i prossimi decenni, non è la sola Non sarà facile, ma unendo le forze e le risorse tecnologiche di iniziative come 3D Archeolab, My Mini Factory – Scan the World, Factum Arte, ARTFICIAL e i progetti Smithsonian X3D, un giorno potrebbe essere possibile.

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