Autodesk e Samsung si preparano a entrare nella stampa 3D full color

In principio c’era ZCorp, con il suo sistema di stampa 3D a getto unico per il gesso che per un po’ di tempo è stato l’unico modo per stampare oggetti a colori. Ora, dopo che 3D Systems, mcor Tecnologie e Stratasys hanno presentato le loro versioni, il mercato sta iniziando a farsi seriamente affollato. HP già fatto le sue mosse e sembra avere ormai trascinato Autodesk e Samsung nel mix: i due giganti hanno da poco registrato i propri brevetti per tecnologie di stampa 3D full color.

chamaleon

ZCorp è riuscita nella sua impresa grazie a un sistema che incolla tra loro le particelle del materiale e colora i bordi dell’oggetto usando le cartucce di HP, tecnologia divenuta poi proprietà di 3D Systems quando le due società si sono fuse. L’approccio di Stratasys, invecem si basa sulla tecnologia POLYJET: questo processo è il più simile alla stampa 2D e rilascia inchiostro colorato attraverso centinaia di ugelli nella testina di stampa, “solidificando” il tutto con luce pulsata a una certa frequenza. Ciò permette Stratasys di essere l’unico produttore in grado di offrire oggetti stampati mutli-colore e multi-materiale.

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Se tutto va secondo i piani, HP potrebbe essere la prossima società a sbarcare in questo settore. Il gigante tecnologico ha presentato un concept per una stampante 3D che miscela differenti particelle per ottenere oggetti di colore e materiale differenti. 3D Systems si prepara a rispondere con il lancio di due stampanti 3D a colori a basso costo: una basata su una tecnologia a getto simile alla Projet 4500 e un’altra a filamento fuso.

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Tutto questo ci riporta ad Autodesk e Samsung. L’approccio brevettato da Autodesk si basa sulla fabbricazione a  filamento fuso: il concetto è quello di sviluppare una macchina con ben quattro estrusori posizionati sulla testina di stampa e otto motori di alimentazione separati, per spingere altrettante differenti filamenti di colore in una camera di miscelazione. Ciò consentirà sia di accelerare il processo di stampa che di creare oggetti a colori. Autodesk però non è l’unica azienda che punterà su questo approccio: c’è per esempio l’israeliana Something3D, che ha presentato il suo sistema Chamaleon alla fine dell’anno scorso.

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L’approccio di Samsung è più professionale e in qualche modo simile a quello di Stratasys. La sua soluzione si basa su un getto a inchiostro a doppia composizione: il primo inchiostro dovrebbe includere almeno un materiale fotoinduribile (cioè un materiale che reagisce alla luce e in questo caso si indurisce), un fotoiniziatore configurato per attivare il processo di polimerizzazione, un primo colorante e un agente che impedisca a due differenti colori di mischiarsi tra loro. Il secondo inchiostro, invece, dovrebbe essere composto dagli stessi materiali di base, con la sola aggiunta di un agente aggregante.

samsung

La scienza dei materiali base della tecnologia brevettata di Samsung è molto complessa e non è del tutto chiaro dove potrà portare; c’è da dire che Samsung ha dalla sua un numero gigantesco di brevetti legati alla stampa 3D, cosa che però on ha permesso al colosso coreano di sfondare in questo settore. Ma una cosa è certa: il futuro della stampa 3D si preannuncia più colorato che mai.

autodesk

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